L'utilizzo dell'acido folico in epoca preconcezionale (4 settimane prima) ed almeno per 2 mesi durante la gravidanza e' associato ad una minore incidenza di ritardo di linguaggio nei bambini.

E' quanto emerge da uno studio pubblicato nei giorni scorsi su JAMA (2011; 306:1566-1573).

Il ritardo nel linguaggio e' a sua volta correlato ad una serie di disturbi neuropsichiatrici come l'autismo ed a difficoltà nel raggiungimento dell'alfabetizzazione.

Lo studio e' stato eseguito su 19.956 maschi e 18.998 femmine nate da madri che hanno partecipato all'indagine tra il 1999 ed il 2008.

E' emerso che 204 bambini (0,5%) presentavano un grave disturbo del linguaggio definito come minimo linguaggio espressivo (solo 1 o piu' parole o frasi incomprensibili).

Dei 9.052 bambini le cui madri non avevano assunto l'acido folico il ritardo del linguaggio si presentava nello 0,9% dei casi, mentre nei 7.127 bambini le cui madri avevano assunto acido folico il ritardo si aveva nello 0,4%.

Se questi dati venissero ulteriormente confermati da altri studi si potrebbero comprendere meglio i processi biologici che portano allo sviluppo del linguaggio e dello sviluppo neurologico.

La raccomandazione e' quindi di assumere 0,4 mg al giorno di acido folico un mese prima di rimanere incinta e proseguirlo per tutto il secondo o terzo mese di gravidanza.