Ecco alcuni consigli utili sugli anticoncezionali:

I farmaci che danno maggiori problemi di interazione con i contraccettivi ormonali, tale da ridurne l'efficacia sono: la RIFAMPICINA, la GRISEOFULVINA, alcuni ANTICONVULSIVANTI (antiepilettici) e ANTIRETROVIRALI (farmaci per curare l'AIDS), il TACROLIMUS, il BOSENTAN, il BEXAROTENE, l'ERBA di San Giovanni.Questa interazione è da attribuire alla loro attività di induttori di un enzima epatico ( CYP3A4).

Una soluzione è rappresentata dall'utilizzo di metodi contraccettivi alternativi durante l'assunzione di questi farmaci.

Per altre classi di ANTIBIOTICI comunemente prescritti non ci sono studi clinici che confermino la capacità di ridurre la efficacia contraccettiva di pillola,anello e cerotto, fatta eccezione per RIFAMPICINA e RIFABUTINA.

Comunque date le serie conseguenze di una gravidanza indesiderata, è bene informare la donna utilizzatrice di contraccettivi ormonali, sulla probabile interazione con antibiotici, e sulla necessità di utilizzare metodi contraccettivi aggiuntivi durante la TERAPIA ANTIBIOTICA e fino a 7 giorni dopo la sospensione (Weaver e Glasier, 1999).
Ecco perchè diventa importante la figura del Ginecologo nel ruolo di educatore nei confronti della utente, informando quest'ultima sull'uso di metodi alternativi (preservativo, diaframma) che si rendono necessari in caso di sospetta interazione farmacologica.

Il trattamento di patologie croniche, quale l'epilessia, in età fertile richiede un attento e accurato "counselling" finalizzato alla scelta del contraccettivo ottimale. La posssibilità di avere un'ampia scelta di farmaci anticonvulsivanti (antiepilettici) rende necessaria la conoscenza delle proprietà di questi, e della possibilità di interferenza.

Qualunque specialista (quando non sia il ginecologo) che si trova a prescrivere una terapia antibiotica dovrebbe ricordarsi di chiedere alla donna se fa uso di contraccettivi ormonali, e in questo caso dare indicazioni sulle possibili interazioni e sul corretto uso.