In ambito ginecologico la malattia celiaca può produrre subfertilità, aborti ripetuti, ritardi di accrescimento fetale e osteoporosi. Quindi ogni ginecologo, nella sua pratica ambulatoriale, deve tener presente questa patologia.

Quasi sempre il motivo che spinge la donna a consultare il ginecologo è la irregolarità dei flussi mestruali, ma il soggetto non curato presenta queste caratteristiche: bassa statura, anemico, con disturbi intestinali, neurologici generici, osteopenie precoci e, di solito, basso indice del peso corporeo.

La diagnosi viene evidenziata dai tests: AGA test, TGA test, e dal dosaggio delle IgA.

La conferma si ottiene con la biopsia del duodeno distale e del digiuno prossimale.

La regressione della sintomatologia  compresa quella ginecologica avviene quasi sempre con la dieta priva di glutine associata a folati, ferro e vitamina B12.