In accordo con la classificazione  ISSVD ( International Society for the Study of Vulvovaginal Disease) del dolore vulvare , la vulvodinia è definita come fastidio vulvare , spesso descritto come dolore urente, in assenza di 1) rilevanti reperti alla ispezione vulvare, quali patologie infettive,infiammatorie, neoplastiche;2) patologia neurologica specifica rilevabile clinicamente,in particolare neuropatia periferica.

La vulvodinia è suddivisa in generalizzata, se il dolore è esteso a tutta la vulva, o localizzata, se il dolore è circoscritto ad una porzione della vulva , come il vestibolo (vestibolodinia ) o il clitoride ( clitoridodinia ).

La vulvodinia , generalizzata o localizzata , è ulteriormente suddivisa in provocata , non provocata, e mista, se il dolore rispettivamente è evocato dal contatto fisico (sessuale e/o non sessuale, come l'inserimento di un tampone), spontaneo o sia spontaneo che evocato.

Studi epidemiologici riportano una prevalenza della vulvodinia variabile dal 3 al 14 %. La vulvodinia si manifesta in tutte le età , senza alcun calo di prevalenza nel periodo post-menopausale, considerando le donne che restano sessualmente attive, ed è prevalentemente rappresentata dalla vestibolodinia provocata.

Fonte: ISSVD (iNTERNATIONAL SOCIETY for the STUDY of VULVOVAGINAL DISEASE)