Oggi è sempre piu' frequente l'arrivo in un reparto di Ostetricia di donne superinformate, che vengono a partorire col piano terapeutico, un'elenco fitto fitto di richieste indirizzato di solito al Primario di Ostetricia e al primario di Pediatria, in cui si chiede di partorire in vasca, col marito accanto, di non utilizzare l'ossitocina, di non tagliare subito il cordone dopo il parto, ecc.

Il medico di guardia spesso si trova ad affrontare, da solo, alle ore più strane della notte o dei festivi, pazienti fautrici del parto più naturale possibile, che guardano con sospetto qualsiasi interferenza da parte sua.

Come ci si deve comportare?
Da una parte è interesse di tutti soddisfare l'utenza, dall'altra non si deve allentare la sorveglianza in termini di buone pratiche e di sicurezza. Finchè siamo nella fisiologia si puo' tranquillamente lasciare l'ostetrica con la donna, a sbizzarrirsi tra posizioni libere, vasca e quant'altro. Non appena compare qualche segno di patologia, subentra il medico e da quel momento deve prendere lui in mano le redini della situazione.

Nessuna donna, messa di fronte al pericolo per lei e per il bambino, rifiuta l'esecuzione di un parto operativo o di un cesareo d'emergenza. Basta che la spiegazione sia chiara, semplice ed efficace.