Tutti ricordano lo scandalo della talidomide, il farmaco antiemetico responsabile della nascita di tanti bambini focomelici. Per questo motivo le donne in gravidanza tendono a non assumere farmaci e i loro medici a non prescriverli. Questa pratica  purtroppo può mettere  a repentaglio la salute della gestante e , di conseguenza, anche del feto.

Tra i tanti casi che mi sono capitati nella mia pratica di ginecologa ospedaliera, ricordo una paziente che giunse in ospedale affetta da una grave polmonite alla 28° settimana di gestazione. La signora aveva febbre e disturbi respiratori da circa un mese,ma non aveva voluto assumere gli antibiotici prescritti dal medico di famiglia, temendo di nuocere al proprio bambino. Fu ricoverata in condizioni disperate e guarì solo dopo una lunga terapia a base di antibiotici e cortisone.

Contrariamente a quanto si pensa comunemente, l'uso dei farmaci in gravidanza non è un tabu: la maggior parte dei medicinali in gravidanza non hanno controindicazioni. Tra i pochi farmaci realmente pericolosi per effetti teratogeni,ricordiamo: gli antitumorali, le tetracicline ( una classe di antibiotici ), l'isotretinoina (antiacne ), la acitretina (antipsoriasi ), gli Ace- inibitori( classe di antipertensivi). Quindi, tranne poche eccezioni, la maggior parte dei medicinali possono essere assunti dalle gestanti, ovviamente sotto controllo medico, partendo dal principio che ottimizzare la salute della gestante contribuisce anche a preservare la salute del prodotto del concepimento.

Per tale motivo l'AIFA( Agenzia Italiana del Farmaco ) ha lanciato di recente una campagna di informazione su larga scala per le donne e il personale sanitario attraverso i mass media. Attraverso questo sito, aggiornato agli ultimi studi internazionali in questa materia, vengono analizzate le principali patologie ed i farmaci più indicati per curarle. Per avere informazioni, basta connettersi al sito dell'AIFA: http://www.farmaciegravidanza.gov.it.