Se la gestosi è una bestiaccia (vedi link), non ci sono parole per definire la prematurità, anch’essa bestia nera dell’ostetricia. Molti sono gli studi al riguardo, ma ancora non sappiamo cosa scateni il parto prematuro o come fermarlo, quando ormai il travaglio è avanzato. Spesso sono chiamati in gioco fattori infettivi, di cui però è difficile trovare traccia (perché magari tamponi ed urinocolture varie sono negativi), se non a livello dell’istologia placentare (il termine corionamniotite è relativo proprio ad alterazioni che richiamano in modo piuttosto specifico l’evento infettivo).

 

Altri fattori correlati con un rischio aumentato di parto pretermine comprendono: un precedente parto pretermine, la gemellarità e le gravidanze multiple, la sovradistensione dell’utero (ad esempio per eccesso di liquido amniotico = “polidramnios”), alcuni tipi di malformazioni dell’utero, e la presenza di fibromi, soprattutto se numerosi e di grosse dimensioni.

 

Vediamo quindi cosa potete fare voi mamme per ridurre il rischio di parto pretermine e cogliere i segni di questa patologia:

 

La prima cosa è sicuramente mettersi in condizione di ridurre il rischio infettivo: bevi minimo 2 litri di acqua al giorno, cura la regolarità intestinale (fibre e fermenti aiutano).

 

Alcune contrazioni durante il giorno sono comuni, soprattutto alla sera, dopo una giornata faticosa. La contrazione è un indurimento della pancia, che diventa tutto un globo duro, non accompagnata da dolore. Se le contrazioni sono numerose, frequenti, e non recedono con il riposo, contatta il medico.

 

Esegui periodicamente la visita presso il ginecologo di fiducia: il raccorciamento del collo uterino può essere asintomatico.

 

Segnala al tuo medico curante la comparsa di sintomi tipo cistite, o la presenza di secrezioni vaginali giallastre o maleodoranti. Se ti trovi improvvisamente bagnata, come aver fatto addosso pipì, chiama il medico o rivolgiti al più vicino pronto soccorso ginecologico.

 

Evita gli stress, se il tuo lavoro comporta lunghe ore in piedi, fatti cambiare mansione o richiedi la maternità anticipata. Cerca un aiuto per le faccende di casa (ti servirà comunque anche dopo la nascita del piccolo).

 

Pur non essendo dimostrato scientificamente un effetto di vitamine e minerali sul rischio di parto pretermine, mangia correttamente. Il tuo medico ti consiglierà riguardo all’opportunità di usare integratori multivitaminici per compensare eventuali carenze dietetiche. Non ti far mancare niente, l’iponutrizione può essere dannosa quanto l’ipernutrizione in gravidanza. In questi casi, l’aiuto specialistico della nutrizionista si rivela una preziosa collaborazione al buon esito della gravidanza.

 

Vedi anche

http://www.medicinafetale-aouc.it/parto_pretermine.htm#che%20cosa

http://www.sigo.it/Documenti/CDSigo/Congresso4/RELAZIONI/Danti_87272.pdf