Molti paesi (recentemente la Spagna) hanno promulgato leggi e provvedimenti a protezione della fascia minorile, che riguardano il divieto di pubblicizzare interventi e metodiche correttivo-estetiche.

Impianti di fillers, botulino, liposuzioni, mastoplastiche ed altro, in Spagna non saranno pubblicizzabili tramite televisione  tra le 6 di mattino e le 10 di sera.

D'altra parte una regolamentazione sembrava necessaria dopo l'esplosione di  sceneggiati e film tv  inneggianti a ragazze che ricorrono a mastoplastiche come tappa fondamentale per la felicità e che aveva portato ad una rapida discesa della età dei richiedenti interventi estetici (con picchi attorno ai 16-18 anni).

Sondaggi dimostravano come anche le famiglie cominciavano ad orientarsi in maniera molto concessiva, configurando il ricorso alla chirurgia estetica come consumo scarsamente consapevole.

Non si deve comunque dimenticare che il giro di affari, connesso anche in maniera indiretta al mercato della bellezza, ammonta a svariate centinaia di milioni di euro nel mondo.

E in questo possiamo includere anche prodotti a tipo dietetico, oppure creme snellenti e altro, che fanno balenare nel cliente target l'illusione di risultati mirabolanti.
 

In Italia?

Qualcosa si muove, come per esempio il divieto di mastoplastica per minorenni, e l'istituzione del registro delle protesi mammarie, già approvato, anche se il ruolo maggioritario è ancora legato alla fermezza deontologica di medici e famiglie.