MIRAGGIO DI RISARCIMENTI O MALASANITA'?

Il termine Malasanità è ormai usato e abusato dai mass media per qualsiasi evento,apparentemente negativo,che riguardi la Medicina italiana e le Strutture in cui essa si esplica. La notizia di un intervento complicatosi con un evento negativo viene buttato in pasto all’opinione pubblica e subito definito “un altro caso di malasanità”, mentre per esempio non sono definiti mai “malagiustizia” nè i tempi biblici di un processo nè le condanne di innocenti o gli arresti precipitosi per dimostrare che la giustizia lavora.

E’ sicuramente giusto che che chi sbaglia per incapacità o ignoranza della proprie competenze (con eccezione per gli errori giudiziari,ovviamente) debba risarcire il danno in sede civile, riservando il ricorso alla denuncia penale in casi veramente straordinari. Sono giustamente finiti i tempi in cui solo chiedere la copia della cartella clinica era un’offesa,ma oggi assistiamo al fenomeno opposto: si chiede la cartella clinica per spulciare fra quei fogli e cercare il cavillo che bene o male qualche euro può portare.

L’errore medico o l’insuccesso di una terapia non è malasanità, è un evento possibile per la natura stessa della medicina che è sempre e costantemente una scienza “sperimentale”, nel senso che prima di mettere a punto una tecnica chirurgica o una terapia medica passano anni e anni durante i quali si possono avere sconfitte e delusioni che però saranno serviti per migliorare quella tecnica e quel farmaco.

E’ ovvio che se io amputo il braccio destro invece del sinistro non ho alcun attenuante, ma se un bimbo muore al parto,prima di parlare di malasanità bisognerebbe accertare se si tratta di fatalità o di errore.

E’ malasanità un’ambulanza che non arriva in tempo,è malasanità l’ospedale che rifiuta il posto letto perchè la Direzione Sanitaria ne ha ridotto il numero in rapporto al personale,è malasanità la nomina dei Direttori Generali da parte dei partiti politici e di conseguenza quella di Primari che tali diventano solo attraverso un concorso farsa.

Prima di promuovere una causa per responsabilità professionale si dovrebbe, prima ancora dell’avvocato, consultare il medico specialista della branca in cui si sarebbe verificata la malpractice il quale dovrebbe valutare, in scienza e coscienza, se l’errore è veramente tale da giustificare l’azione legale.

Bisogna poi diffidare di quelle campagne pubblicitarie o dei volantini distribuiti agli ingressi degli Ospedali che invitano a promuovere,senza spese,azioni legali contro una malpractice che bene o male in qualche modo si farà saltar fuori.