Ciò che sfugge all’opinione pubblica, ma anche a chi dovrebbe informarla, è che le procedure mediche e chirurgiche messe in atto per la cura delle malattie non devono garantire la guarigione, ma devono garantire l’efficienza e la qualità delle prestazioni,ovvero il medico ha l’obbligo di utilizzare mezzi e metodi per ottenere il miglior risultato di qualità.

Le uniche discipline che sono esenti da questa norma, cioè aventi obbligo sia di mezzi che di risultato sono l’Odontoiatria, la Medicina e la Chirurgia Estetica.

Questo non vuol dire che se un intervento chirurgico si complica in modo inaspettato, il chirurgo debba godere di una sorta di immunità.
La sua responsabilità va accertata se emergono elementi concreti che provino che egli ha agito con imperizia,negligenza e imprudenza.

Se il neurochirurgo deve asportare un tumore del cervello, (che sappiamo essere un organo che controlla ogni funzione del nostro corpo), per esempio nella zona deputata alla espressione verbale e il paziente perderà l’uso della parola,tale danno non è imputabile ad alcuna colpa medica.
Viceversa se il neurochirurgo ( o di altra specialità) esegue un intervento o perchè non indicato o perchè l’ha condotto con procedure tecniche inadeguate o obsolete, egli risponderà dell’eventuale danno conseguente a quell’intervento.

Se questo concetto venisse tenuto presente sia dal paziente che da chi istiga all’azione giudiziaria “a prescindere” , si assisterebbe a un forte ridimensionamento e altrettanta diminuzione dei contenziosi legali, a vantaggio di una maggiore credibilità e serietà di tali vertenze.