Dall'entrata in vigore della Legge Bindi che varò, fra l'altro, 2 profili professionali distinti, insistenti all'interno del Servizio Sanitario Nazionale, si vennero a creare 2 pesi e 2 misure all'interno di un unico contratto collettivo nazionale dei Lavoratori afferenti alla Dirigenza Medica:

- il primo profilo appartiene ai Dirigenti Medici in rapporto di esclusività con l'Azienda

- il secondo profilo appartiene ai Dirigenti Medici in rapporto non esclusivo con l'Azienda

Tali 2 profili sono scelti dal Dirigente medico, all'atto della sua assunzione e possono essere traslati ogni anno

Al primo profilo viene concesso lo svolgimento della sola attività intra-moenia: tale attività è di fatto "l'esercizio della Professione Privata all'interno delle mura della propria azienda o all'esterno in ambiti accreditati dalla stessa azienda";

Al secondo profilo invece, viene negata questa possibilità ma viene consentito, al di fuori degli orari di lavoro con l'Azienda, di esercitare la libera Professione (e pertanto questi dirigenti medici debbono aprire Partita Iva)

In termini di assistenza pubblica ai pazienti (il Servizio Sanitario nazionale)  invece, non vi è alcuna differenza fra i due profili.

In altre parole, eccetto l'attivita PRIVATA del medico, non ci vi è alcuna differenza fra il Medico in rapporto esclusivo e il Medico in rapporto non esclusivo.

Di fatto quindi, entrambi i profili, detengono gli stessi obblighi (stesso orario di lavoro, e medesima possibilità di incarichi dirigenziali) ma ATTENZIONE:

NON GLI STESSI DIRITTI!

Difatti al Dirigente Medico in extramoenia non sono attribuite una serie di introiti economici che citiamo solo nelle parti più significative.

Indennità di esclusività.
Tale indennità che arriva e supera spesso dopo alcuni anni di anzianità diverse centiania di euro: questo "gettone" viene di fatto concesso al Dirigente in rapporto esclusivo per il solo fatto di svolgere la sua attività privata all'interno dell'Azienda: quest'ultima guadagna in maniera percentuale alla prestazione erogata e quindi in modo proporzionale all'attività privata stessa del Dirigente, sia che questo svolga la propria attività all'interno della stessa che all'esterno in studi/ambulatori/cliniche privati che siano però convenzionati con la stessa azienda (attività intramoenia extramuraria) ma da quest'anno in base al Decreto Balduzzi solo in particolari motivi (carenza strutturale - programma sperimentale - via residuale - studi privati online con azienda etc.).

Fondo per la retribuzione di risultato e per la qualità della prestazione individuale.
Questa quota economica è concessa al solo Dirigente medico con rapporto esclusivo, ma in realtà tutte e due le figure concorrono al risultato di un Azienda ed entrambe le figure professionali erogano con le medesime qualità una prestazione sanitaria; stante questa dottrina, si potrebbe obiettare che il dirigente medico in rapporto esclusivo è più bravo del suo collega con rapporto non esclusivo!

 

Scopo di questa news però è quello di segnalare una sperequazione che riteniamo una vera e propria ingiustizia a carico del lavoratore Dirigente Medico in extramoenia e relativa alla negazione del Diritto di accedere al regime di impegno ridotto per particolari e comprovate esigenze familiari o sociali.

Tale Diritto viene invece concesso ai soli Dirigenti Medici in intramoenia, ovvero ai Medici che esercitano la professione privata nelle Aziende o negil spazi convenzionati con le aziende.

Ci chiediamo perchè.

Perchè, due figure professionali UGUALI in tutto e per tutto, che hanno la sola differenza di esercitare l'attività privata dentro o fuori dall'azienda, debbano avere queste enormi differenze non solo economiche e di DIRITTO FONDAMENTALE?

Esistono Diritti familiari e sociali di serie A e di serie B?

Tale ultima disciplina, che ha trovato legislazione nella coda contrattuale siglata il 21 dicembre 2000 (accordo ex. art. 64 - CCNL integrativo dell'8 giugno 2000) non è stata firmata da alcuni grandi sindacati italiani medici, proprio perchè non si è ritenuto ammissibile che il part-time venga concesso per motivi familiari o sociali venga negato ai medici non in rapporto esclusivo con l'azienda, con il rischio di un nnuovo contenzioso legale.

Da allora però (e sono passati 13 ANNI!) NULLA E' CAMBIATO!

Da qui riteniamo che i Medici extramoenia, che hanno fatto una libera scelta di vivere al di fuori dell'azienda presso la quale lavorano (e di motivi ce ne sono tanti, si veda ad esempio, ad oggi l'entrata in ruolo in età avanzata, dopo che un professionista ha acceso mutui, leasing e si è indebitato per svolgere la propria professione, il quale di certo non può d'emblee chiudere una partita IVA...) debbano unirsi e confrontarsi assieme per ottenere dei diritti economici, professionali e FONDAMENTALI, sottratti.

 

Fonti:

http://www.aaroiemac.it/site/Allegati/documenti/doc_utili/disciplina_part-time.pdf

http://www.unict.it/sites/default/files/CCNL%20Integrativo%20del%20CCNL%20Dirigenza%20Sanitaria.pdf

www.cislmedici.cisl.it/notes/2000/dicembre/codemed.rtf‎