Queste due ultime settimane hanno decretato come a mia memoria mai in passato, un tristissimo sequel di incidenti, spesso mortali, a carico di adulti, giovani e giovanissimi che sono stati travolti da slavine o sono rimasti vittime di ostacoli naturali, mentre si avventuravano in pericolosissimi "fuori pista".

Oltre ai morti, bisogna ricordare che ogni anno, le vittime di questo tipo di incidenti che riportano danni permanenti, si contano a decine, così come ingentissima è la spesa sanitaria pubbilca a seguito dei medesimi incidenti evitabilissimi.

In queste ore, si aggiunge alle già tragiche notizie di giovani vite spezzate sulla neve, anche quella di un campione assoluto dello Sport automobilistico di Formula 1, il quale è in pericolo di vita a seguito di un gravissimo trauma facciale e cranico riportato mentre sciava fuori pista assieme al figlio adolescente :il pilota secondo le fonti giornalistiche è attualmente in come farmacologico.

Non posso, da medico e da cittadino, non chiedermi come sia possibile con le attrezzature ad oggi a disposizione, non ricorrere alla rapida individuazione e alla persecuzione penale di chiunque si avventuri in pericolosissimi fuori pista, che - ormai è lapalissiano - provocano danni incalcolabili alla comunità.

Penso ad una semplice videosorveglianza attiva (videocamera di giorno e una termocamera di notte: non pochi sono infatti quelli che si avventurano anche nelle ore notturne nei fuori pista) che riprenda le aree a rischio e un agente a valle, sarebbe a mio avviso sufficiente a reprimere almeno in buona parte questa brutta usanza, che oserei definire alla stessa stregua di chi guida in condizioni pericolose, un crimine e non un divertimento.

Auguriamo di cuore a tutti i feriti in condizioni critiche di riprendersi subito e bene.

Ci chiediamo allo stesso modo perchè la voglia di rischiare la propria vita e quella degli altri, superi troppo spesso ogni regola di buon senso.

 

 

Fonti:

RaiNews24

Corriere della Sera