Spesso, quando si viene a sapere che ci si dovrà sottoporre ad una manovra invasiva di qualunque genere (mettere/rimuovere un catetere/drenaggio, fare un'iniziezione/prelievo, un esame invasivo) ci si chiede: "mi farà male?"

QUASI TUTTI, se lo chiedono.

Molti (ma non tutti) lo chiedono al medico:

"Dottore, è doloroso?" 

Di questi, molti (ma non tutti) NON CREDONO alle parole del medico, pensando che il medico cerchi di minimizzare la cosa.

Di questi, molti (ma non tutti), iniziano a prefigurarsi il dolore nelle sue mille sfaccettature: sarà urente, a scossa elettrica, a puntura di spillo, come un cane che morde, o come qualcuno che mi sta strappando la pelle, o come acqua bollente, fino ad arrivare ai "mille coltelli infuocati".

E -giuro- sono tutte descrizioni realmente fornitemi dai pazienti, scelte naturalmente tra le più colorite.

Insomma, in previsione di una manovra invasiva (quale che sia) una certa percentuale di persone (ma non tutti) arrivano all'esame pieni d'ansia, non rassicurabili, tesi.

Generalmente chi ha più paura inizierà a chiedere ad amici e conoscenti se hanno mai subito lo stesso trattamento. Di solito, così facendo, si ottengono descrizioni terrificanti: "a me lo hanno fatto, è stato dolorosissimo, mi tenevano in tre, dopo sono stato male una settimana"...

Chissà perché "chi ci è già passato" gode a spaventare il prossimo.

Chi di noi si ricorda della visita militare di leva, saprà come quelli già usciti dalla porta del tal esame, spaventano a morte quelli che stanno mezzi nudi e infreddoliti in fila: "ti faranno questo, quello, ti infileranno quest'altro, sentirai dolore"... e così via...

Io, dalla mia esperienza di medico, mi sono reso conto di una cosa: la STESSA IDENTICA MANOVRA può essere totalmente indolore per alcuni, e un'impossibile tortura per altri.

E mi sono reso conto anche di questo: in genere, quelli che soffrono particolarmente per il prelievo, soffrono anche per il catetere, il drenaggio, e così via.

E ho notato una correlazione impressionante tra il dolore e la paura: chi più si aspetta il dolore, più dolore proverà. E' una correlazione quasi matematica.

Non sono nè un neurologo nè uno psicologo, ma invito chi ne sa più di me ad intervenire ed a corroborare la mia tesi.

Una delle manovre di questo tipo che -nella mia pratica quotidiana- pratico più spesso è la rimozione dei drenaggi chirurgici, dei tubicini che escono dalla pelle in prossimità della ferita per drenare il sanguinamento in eccesso ed evitare che si raccolga nei tessuti.

Ho provato mille tecniche per rasicurare o distrarre i pazienti.

1) "non fa male" - non funziona

2) "faccia un colpo di tosse" - forse funziona, ma generalmente il paziente tossisce in ritardo o in anticipo, ed allora non serve a nulla

3) "faccia un respiro profondo" - forse questa è, nella mia esperienza, la frase peggiore, che agita di più il paziente

4) "sentirà un pizzicotto/le faccio un dispetto" - sebbene preannunci qualcosa di spiacevole, molto spesso dà buoni risultati

5) inizio un lungo panegirico su quanto il dolore sia tutto un fatto mentale - non funziona per niente.

La tecnica numero 6 è quella che uso di solito ultimamente, e quella che funziona decisamente meglio.

 

Se il paziente mi chiede "sentirò dolore?", io rispondo, tutto serio: "Dipende". 

Il paziente rimane interdetto un secondo, e balbetta "come, dipende?"

Io: "Ha già pagato il supplemento rimozione-drenaggio-indolore?"

A questo punto il 90% dei pazienti spaventati si rilassa di colpo e si mette a ridere.

Io ne approfitto per togliere, con mossa fulminea, il drenaggio.

A rimozione effettuata, dico: "Fatto! Contanti o carta di credito?"

Da non crederci, moltissimi mi dicono: "ma come, l'ha già tolto?!?!?"

A questo punto, se il paziente è uno che sta particolarmente al gioco, dico, con voce tutta seria: "infermiera, il paziente non ha sentito nulla, rimettiamoglielo subito".

 

Questo copione, che ho ripetuto centinaia (migliaia) di volte (secondo me le infermiere mi prendono in giro per questo), spesso oltre che essere divertente per me e per i pazienti, funziona egregiamente.

E se il paziente ha apprezzato, si può stare certi: rimuovere il drenaggio al compagno di stanza sarà una passeggiata.

Al contrario, se il primo paziente ha molto sofferto, generalmente soffrirà molto anche il secondo.

Potere della suggestione...

 

Ok, ora ho parlato da medico.

Adesso vi parlo da paziente, dato che di manovre de genere ne ho subite un certo numero:

compagni di sventura, state sereni! se una manovra è davvero dolorosa, generalmente si fa in anestesia. Sono pochissime, nella medicina moderna, le manovre davvero dolorose che vanno fatte a mente lucida.

Non costruitevi una tragica prefigurazione di quello che vi accadrà: fatevi spiegare nei dettagli in cosa consiste la manovra che vi devono fare ma attenetevi solo a quello che vi dice il medico.

Ripetetevi questo concetto: "Ok, mi faranno QUESTO, QUESTO e QUEST'ALTRO. Punto. Nessun coltello infuocato, nessun cane che morde, eccetera eccetera. Mi faranno quello che mi ha detto il dottore, non quello che mi dice la mia paura. Farò l'esame, e sarà una passeggiata, perché io non ho paura".

 

In bocca al lupo!