In TV si sta assistendo sempre con maggior frequenza alla produzione delle cosiddette "Fiction" improntate allo sviluppo di una figura professionale - quella del medico - che da sempre e ancora più oggi, grazie alla spettacolarizzazione del fenomeno - riescono a far presa nel pubblico televisivo.

Sta di fatto che molto spesso queste "fiction" (termine che indica appunto finzione..) nelle quali si dipingono medici al di sopra delle qualità umane e professionali di un comune mortale, vengono trasmesse dopo telegiornali nazionali puntellati di quelle che ormai si identificano come cosiddette STORIE DI MALASANITA'

Senza voler gettare inutili ombre sui casi specifici che dovrebbero a mio avviso essere oggetto dell'attenzione della Magistratura, prima che del giudizio televisivo, non posso - da medico cittadino - non notare una cosa:

La perversa sperequazione fra la figura del Medico EROE (lascio a voi immaginare le scene TV che possono dipingere questo aggettivo) e del Medico TUTTOLOGO, stride fortemente con la visione pubblica di una Sanità allo sbando totale e nel quale spesso - molte delle colpe più aspre ricadono proprio sull'anello finale del servizio sanitario ovvero - sul Medico;

il più delle volte si parla di colpe gravi, ma tutti noi sappiamo che l'accezione televisiva del termine "PRESUNTO CASO DI MALASANITA'" è ormai il campanello che richiama l'attenzione dei cittadini - catodici in un particolare momento dei rotocalchi televisivi.

Vi assicuro, da Medico che spesso, quando cerco di addentrarmi nella notizia in oggetto - quella del presunto caso di malasanità appunto - scopro che quel povero cittadino con buona approssimazione era arrivato alla fine dei suoi giorni, non per colpa diretta del medico, ma per altri motivi naturali - salvo osservare la ricomposizione del puzzle - quindi della notizia spettacolo - solo per la denuncia penale mossa dai parenti del compianto.

Questa DIS-informazione condita dalla immaginazione di una figura FALSA di un medico SALVATUTTO e SALVATUTTI, richiama l'attenzione su un grande rischio:

quello di immaginare che - se  si sia in presenza di una diagnosi senza speranze, o una morte, o un altro grave o meno grave accidente a carico di un uomo - questo accadimento sia stato cagionato solo e soltanto per la colpa di chi non ha fatto bene il proprio mestiere e non perchè la vita ha come connotazione naturale la malattia e la morte.

Questa discrepanza, non vuole sanare in un sol colpo i tanti presunti casi di malasanità che spesso si confermano tali, ma vuole solo richiamare l'attenzione dei cittadini su un dato fondante, che sembra banale e scontato se si parla di fiction (ma vi assicuro che noto nei pazienti un allarme di questa portata) ma che potrebbe essere d'ausilio per riavvicinare due figure complementari, quella del medico - che sa e deve fare il suo lavoro, durante e dopo il quale - se ha ben compiuto un atto medico - non deve essere prevaricato nelle sue scelte e del cittadino che ha sempre più diritto ad una sana e corretta informazione e ad una sempre più accorta tutela della propria Salute.