E’ in corso, con grande successo di partecipazione, e durerà fino a domani, il congresso “Innovazione e Sicurezza nei percorsi Territorio-Ospedale-Territorio”, che riguarda i rischi in sanità, ed in particolare nel momento critico in cui si verificano i passaggi delle competenze assistenziali fra i presidi ospedalieri e le reti territoriali.

La prima giornata dell’evento ha registrato un’importante relazione di Vasco Giannotti, Presidente dalla “Fondazione Sicurezza in Sanità”, che ha riportato i dati di uno studio del Centro gestione rischio clinico della Regione Toscana, da cui emerge che gli “eventi avversi” che si registrano nella realtà sanitaria locale (5,17%) sono quasi la metà rispetto ai report esteri (9,2%), mentre la loro “prevenibilità” è superiore nella casistica italiana (56,7%) rispetto alle statistiche straniere (43,5%); altro dato interessante è che in 2/3 dei casi le conseguenze degli “effetti avversi” comportano un periodo più lungo di degenza, ed in circa il 28% dei casi hanno conseguenze invalidanti od il decesso dell’assistito, con costi rilevanti dal punto di vista sanitario e sociale.

Fra gli altri argomenti di trattazione, in ambito preventivo sono stati sottolineati gli aspetti della prevenzione dell’obesità ed il ruolo crescente del volontariato, con particolare attenzione alla popolazione giovanile e studentesca.

Un ampio spettro di temi è stato affrontato dai relatori, con una pluralità di argomenti che ha spaziato dalla nuova organizzazione delle cure primarie, alla sicurezza nelle sale operatorie ed in sala parto, alla riabilitazione ed alle cure domiciliari, ed ancora alla ristrutturazione e costruzione di nuovi ospedali, ed alla innovazione e sicurezza nei dispositivi medici.

Non meno importante è stata la trattazione di specifici temi, quali le metodologie e gli strumenti di gestione del rischio clinico nelle strutture sanitarie, ed infine l’istituto della mediazione ed i nuovi strumenti di gestione del contenzioso in ambito sanitario.

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