Molti pazienti o parenti di pazienti che pensano di essere incorsi in un ERRORE MEDICO (chiamiamolo così, perché malasanità è un termine improprio), si fanno prendere dalla fretta, i fatidici 90 giorni di tempo per poter fare una querela o un esposto all'Autorità Giudiziaria.

Niente di più sbagliato, per diversi motivi:
- la fretta è cattiva consigliera e la querela potrebbe risultare successivamente non giustificata per l'assenza di un errore medico; quanto tempo perso per tutti.
- è buona norma, prima di tutto, accertarsi, mediante un parere medico-legale, se sussiste una colpa medica;
- la via penale è assai più difficile e, statistiche alla mano, il numero di assoluzioni supera di gran lunga quella della condanna; questo perché i criteri di colpevolezza sono assai più rigorosi e devono di molto avvicinarsi alla certezza dell'errore.
- anche in sede civile si può ottenere il riconoscimento di una colpa medica e per far valere le proprie ragioni in sede civile, ci sono ben 10 anni di tempo.
Non che si debbano aspettare 10 anni, ovviamente, ma sicuramente il tempo minimo necessario per consultare un buon specialista in medicina legale, il quale, in collaborazione con lo specialista della materia pertinente al presunto errore medico, potrà in tutta onestà consigliarvi se lasciar perdere o se adire ad una richiesta di risarcimento.

Secondo me, l'unico caso in cui diventa quasi d'obbligo fare un esposto all'Autorità Giudiziaria è questo: il decesso di un paziente, per il quale sia necessario fare un'autopsia per chiarire la causa della morte, se questa non risulti già chiara dall'andamento clinico.
Nel caso di un decesso di cui non sia chiara la causa della morte, è opportuno che siano gli stessi medici a chiedere un'autopsia diagnostica, evitando così, in molti casi, che si arrivi poi, tramite un esposto, ad un'autopsia giudiziaria, cioè quella disposta dal magistrato.

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Dott. Mario Corcelli