L’autopsia è un esame medico molto dettagliato del corpo e dei relativi organi della persona dopo la sua morte al fine di stabilire le modalità e le cause che l’hanno determinata. Si tratta, in altri termini, di una indagine sul cadavere, volta ad appurare le cause della morte e le modalità della malattia, eseguita con una serie di metodiche dissezioni che consentono l’esame dei singoli organi.

L’autopsia può essere effettuata trascorse 24 ore dal decesso, salvo casi eccezionali di urgenza e di diagnosi indicati nel regolamento di polizia mortuaria. In Italia può essere richiesta dalla Direzione Sanitaria (ove la morte sia avvenuta in regime ospedaliero), dal Procuratore della Repubblica o dal Giudice, secondo le disposizioni del Codice di Procedura Penale, dal medico curante, che non abbia chiara la natura della morte e dai familiari.

Esistono diversi livelli di approfondimento che si possono realizzare e che determinano, quindi:

  • l’autopsia limitata: esclusione della testa
  • l’autopsia selettiva: esame di organi specifici
  • l’autopsia completa: esame di tutte le cavità del corpo

Seguono alcune analisi di laboratorio che possono prevedere test tossicologici, microbiologici, citologici e istologici.

Come previsto dall’art. 116 del Codice di Procedura Penale quando dalla morte della persona si prospetta il sospetto di un reato, il Procuratore della Repubblica accerta le cause della morte. L’accertamento autoptico assume particolare rilievo nel caso di “accertamento autoptico non ripetibile” ossia quell’accertamento del pubblico ministero avente un oggetto il cui stato è soggetto a modificazione. In questo caso, come recita l’art. 360 cod. procedura penale, il pubblico ministero avviserà l’indagato e la parte offesa per consentire la nomina di un consulente tecnico di parte.

In questo modo, i soggetti interessati, diventano parte attiva nel procedimento, potranno avere nozione dei dati medico legali e presentare eventualmente osservazioni in merito.

L’esame autoptico ha diverse finalità, in particolare lo scopo è quello di determinare la storia clinica e conseguentemente la causa della morte. Questo particolare esame risulta fondamentale, inoltre, per fornire informazioni ai membri della famiglia su potenziali malattie genetiche o confermare la diagnosi del medico di reparto. Infine, non vanno trascurati scopi di ricerca e di formazione medica e come abbiamo già accennato, motivi giudiziari.