I Disturbi del Comportamento Alimentare comprendono due categorie specifiche, l’Anoressia Nervosa e la Bulimia Nervosa, e una categoria di Disturbi Non altrimenti Specificati nella quale rientrano altre condizioni quali il Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge Eating Disorder) e la più recentemente identificata Ortoressia.

In tutti i casi si tratta di situazioni cliniche complesse nella loro sintomatologia e nelle loro genesi, per le quali è preferibile un approccio terapeutico multidisciplinare, attraverso la collaborazione di figure professionali diverse che si possano confrontare tra loro e gestire tutti gli aspetti della malattia la quale non va intesa come caratterizzata solamente dalle problematiche più visibili e inerenti all’alimentazione.

Purtroppo i dati indicano che la mortalità in questi disturbi è piuttosto elevata e si aggira tra il 7% e il 18% per l’Anoressia mentre è intorno al 6% per la Bulimia.

L’Anoressia Nervosa inizia tipicamente nell’adolescenza intorno ai 14-16 anni, ed è nettamente predominante nel sesso femminile, con una percentuale di maschi che però negli ultimi anni si attesta intorno al 5%-10%.

Vi sono parametri medici specifici e precisi per porre diagnosi di Anoressia Nervosa che riguardano il peso ed altri sintomi che vanno valutati dai diversi specialisti, tra cui lo psichiatra, l’endocrinologo e l’internista.

Al calo importante di peso si associa una grave alterazione della percezione dell’immagine corporea con un’intensa paura di acquistare peso, amenorrea, compromissione delle condizioni fisiche generali e alterazioni degli esami di laboratorio (soprattutto anemia), alterazioni ormonali, ipotensione, fino a disidratazione, seri danni renali e fratture per osteoporosi nei casi più gravi.

Da un punto di vista psichico sono spesso presenti Depressione e sintomatologia di tipo Ossessivo-Compulsivo, che richiedono un trattamento specifico.

L’Anoressia si differenzia in due sottotipi differenti secondo il quadro clinico predominante:

Sottotipo con Restrizioni in cui la perdita del peso è ottenuta principalmente attraverso la restrizione calorica e l’eccesso di attività fisica.

Sottotipo con Abbuffate e Condotte di Eliminazione in cui si alternano episodi di abbuffata a condotte quali vomito autoindotto e utilizzo inappropriato di farmaci diuretici e lassativi.

Il termine Bulimia viene dal greco βουλιμία, composto di βους (bôus) "bue" e λιμός ( limós) "fame": significa quindi 'fame da bue'.

E’ un disturbo del comportamento alimentare in cui la sintomatologia prevalente è caratterizzata da episodi ricorrenti di crisi bulimiche (abbuffate) associati a condotte compensatorie per scongiurare l’aumento di peso: il vomito autoindotto, l’abuso di diuretici e lassativi, il digiuno compensatorio e l’attività fisica praticata in modo eccessivo.

Solitamente i soggetti affetti da questa patologia mantengono un peso nei limiti della norma o possono essere lievemente sottopeso o sovrappeso e si raggiungono solo raramente i livelli di compromissione dell’Anoressia Nervosa.

Anche nella Bulimia Nervosa si osservano frequentemente casi di comorbidità con i maggiori Disturbi dell’Umore, in particolare la Depressione e un aumento dei sintomi e dei Disturbi d’Ansia.

Per ciò che concerne la terapia nella Bulimia, sono più rari i casi in cui è necessario il ricovero ospedaliero che viene riservato alle situazioni più gravi soprattutto legate all’abuso delle condotte di eliminazione. E’ comunque sempre auspicabile una Terapia Integrata, dove vengano presi in considerazione tutti gli aspetto bio-psico-sociali della patologia.

 

ORTORESSIA

Negli anni più recenti si va delineando una nuova patologia alimentare in cui l’attenzione ossessiva viene riposta, non più sulla quantità di cibo e di calorie introdotte, quanto sulla qualità degli alimentazione e cioè alle regole alimentari, alla scelta del cibo e alle sue caratteristiche nutrizionali.

L’Ortoressia, infatti, può essere definita come la ricerca ossessiva di una alimentazione sana con l’assoluta esclusione di qualsiasi alimento che possa essere considerato non genuino, inquinato batteriologicamente o da un punto di vista chimico e vede le persone ossessionate da un'alimentazione che consenta loro di conservare o migliorare la propria forma fisica e il proprio stato di salute.

Le persone affette da Ortoressia spesso presentano quadri psicopatologici sovrapposti al disturbo alimentare vero e proprio quali un Disturbo di Personalità di tipo Ossessivo, Disturbi d’Ansia come ad esempio Ipocondria o fobie per le malattie e le contaminazioni.

Alcune categorie sembrano maggiormente esposte allo sviluppo di questa patologia ed in particolare i vegetariani, i vegani e i consumatori abituali di cibi biologici e biodinamici. Anch’esso coinvolge maggiormente pazienti di sesso femminile.

E’ importante differenziare le situazioni in cui vi è un’adeguata e corretta ricerca di cibi sani e salutari da situazioni francamente patologiche, questa discriminazione può basarsi sulla presenza di scelte alimentari che diventano dannose per la salute dell’individuo in senso globale, e cioè quando vengono ad essere influenzate negativamente le condizioni fisiche ma anche la vita di relazione e l’equilibrio psicologico.

Anche il soggetto ortoressico, come le ragazze anoressiche, cerca verosimilmente di conquistare e mantenere il proprio valore e la propria autostima attuando regole di rigido controllo, sviluppando forti sensi di colpa qualora dovesse cedere.

Questi soggetti solitamente trovano un'apparente realizzazione proprio in quegli aspetti della vita dove le regole vedono il loro maggiore sviluppo (regime alimentare, lavoro, business, competizioni sportive, studio) spesso però a scapito di una corrispondente attenzione e consapevolezza verso la propria sfera privata, personale e affettiva.

Dott.ssa Cristina Selvi - Studio Psichiatria Integrata