Come scrivevo tempo fa, mi sto dedicando alla fitoterapia tradizionale occidentale, e mi sento un po’ come Colombo alla scoperta di un nuovo mondo.

Mi hanno particolarmente colpito le proprietà dell’erba della Madonna, o secondo il nome scientifico, Sedum telephium. Ci ha fatto una interessantissima lezione il dottor Sergio Balatri, che ha dedicato molti anni della sua professione all’applicazione clinica di questa pianta, che il collega usava su alcune patologie di pronto soccorso a Firenze.

Questo nome deriva dalla mitologia: Telefio era un re, colpito dalla lancia di Achille, che gli aveva procurato una ferita, che non rimarginava mai. Il Sedum telephium ha la proprietà di guarire lesioni, che in alcuni casi potrebbero richiedere addirittura un intervento chirurgico.

 

E’ una piantina grassa molto graziosa, che non necessita di grandi cure.

 

Il nome, erba della Madonna, deriva dal fatto che un tralcio può essere staccato dalla pianta per adornare tabernacoli, e fiorisce a distanza di diverse settimane, anche senza averle mai dato acqua.

 

Uso della pianta: in toto. Viene staccata una foglia, si toglie la pellicola dalla faccia inferiore, e si applica sulla zona da trattare. L’aderenza viene garantita da un cerotto, può essere tenuto per 8-10 ore al giorno.

L’effetto è antibatterico e cicatrizzante.

Le indicazioni principali comprendono:

• Unghia incarnita

• Callosità (gli spagnoli la chiamano erba callista)

• Cisti sebacee

• Mastite

• Bartolinite

• Follicolite

Esiste anche sotto forma di gel (Sedum maximum gel, in erboristeria). Personalmente l’ho sperimentata su me stessa sulle punture di zanzara (purtroppo stanno arrivando a frotte), l’effetto antiprurito è pressochè immediato.

Effetti collaterali: rari. Può dare fenomeni allergici locali, che vengono trattati con l’applicazione di pomata all’ossido di zinco.

 

In alcuni casi, davvero vale la pena di riscoprire i rimedi della nonna per curarsi in modo naturale!

 

Per approfondimenti: vedi il depliant in pdf.