La  malattia renale cronica è caratterizzata da una progressiva e irreversibile riduzione della funzione renale (i reni iniziano a funzionare sempre meno). Si tratta di  una condizione clinica in costante aumento. Le principali cause sono rappresentate dal progressivo invecchiamento della popolazione, dalle complicanze a livello renale di malattie sistemiche quali l’ipertensione arteriosa, diabete mellito II e la Dislipidemia (colesterolo e trigliceridi alti).

La Dislipidemia nel paziente con malattia renale cronica (una creatinina che aumenta gradualmente nel tempo) espone il paziente  a maggiori problemi cardiaci e  contribuisce alla malattia del rene stesso.

È noto che l’incremento del rischio  delle malattie  cardiache aumenta quando i reni iniziano a funzionare di meno, in parole più semplici quando la creatinina inizia a salire, maggiore sarà il rischio di avere un infarto. 

La Dislipidemia  dei pazienti con malattia renale cronica, è caratterizzato dalle seguenti alterazioni:

  1. Basso colesterolo HDL (o meglio conosciuto come “colesterolo buono” o “colesterolo spazzino”). Il ruolo del “colesterolo buono” o HDL è quello di rimuovere il colesterolo in eccesso dai vasi che portano il sangue al  cuore, al cervello e ad altri importanti organi. Se il colesterolo buono/spazzino circola poco, il rischio è che tutto il colesterolo introdotto con la dieta si accumula nei vasi ostruendoli.  
  2.  Alti trigliceridi, poiché in questi pazienti gli enzimi che “eliminano”  i trigliceridi dal  sangue “funzionano poco”, ovvero se i reni funzionano poco, “funzionano poco” anche questi enzimi.
  3.  Il “colesterolo cattivo” o colesterolo LDL anche se apparentemente può essere normale o lievemente aumentato, questo diventa molto  aggressivo nei pazienti con malattia renale  e causa seri danni al cuore, cervello e ad altri importanti organi.
  4. Aumenta anche il “terzo colesterolo” ancora poco conosciuto che si chiama lipoproteina (a) “piccola”.

Questa è la forma di colesterolo più aggressiva che esiste, corrode i vasi del cuore e del cervello, causando infarti o ictus anche in età giovanile a partire dai 30 anni di età anche in persone che non hanno mai avuto il colesterolo o i trigliceridi alti. Basta un semplice prelievo dal sangue per sapere se si è esposti a tale rischio.

 

La terapia per abbassare il colesterolo e i trigliceridi è personale e varia da paziente a paziente, è compito dello specialista individuare non solo una  corretta terapia personalizzata, infatti a seconda della storia clinica del paziente, la terapia varia, per alcuni basta una speciale dieta insieme a prodotti naturali specifici, in altri occorre invece specifici farmaci. Inoltre esami strumentali non invasivi  a basso costo che spesso invece  vengono ignorati, sono  indispensabili  per prevenire malattie cardiache ictus e malattie renali.

 

Bibliografia:

"Lipoprotein Metabolism and Lipid Management in Chronic Kidney Disease"J Am Soc Nephrol 18: 1246 –1261, 2007

Lipoproteina (a), il "terzo" colesterolo