La Sentenza di Appello che ha assolto con formula piena l’infermiera di Lugo di Romagna lascia qualche forte perplessità.

Ovviamente per esprimere un giudizio pro o contro, dovremmo leggere gli Atti del processo, ma qualche osservazione, io personalmente, mi sento di farla.

Si afferma che le morti sospette siano più di 100 e che l’infermiera imputata le abbia provocate iniettando in vena il KCl (cloruro di potassio).

Tale composto provoca paralisi cardiaca in pochi minuti e per questo sono sufficienti due fiale, se non già una soltanto.

Ora non sappiamo se la causa di morte sia stata accertata in tutte le morti e se le indagini necroscopiche siano state tutte davvero complete.

Sembra che il rilievo della presenza di KCl sia stato accertato solo nell’ultima vittima, ma con un forte dubbio. La paziente non è morta subito, ma dopo diverse ore e questo esclude con certezza che la causa sia stata l’iniezione dl potassio.

Su questa evidenza gli avvocati dell’ infermiera hanno basato la difesa e hanno vinto facendo assolvere forse una assassina.

Il dubbio è lecito sia per il numero di decessi che sembrano siano stati statisticamente più elevati e concentrati nel reparto in cui operava l’infermiera, sia per quelle foto scattate a fianco dei pazienti deceduti.

Le scuse fatte non sono sufficienti a fugare il sospetto di una persona con disturbi psichici che possano aver creato in lei quale sia il modo migliore per non far soffrire persone anziane con poche prospettive di guarigione.

E a tal riguardo, mi pare, non siano stati richiesti riscontri clinici.

Sta di fatto che le prove, in effetti, per condannarla non ci sono ed, esistendo un ragionevole dubbio, i Giudici hanno sentenziato la sua innocenza.

Stride però la formula della assoluzione che, a mio parere, sarebbe dovuta essere per insufficienza di prove e non perché il fatto non sussiste.

L’accusa ricorrerà in Cassazione, la quale non potrà entrare nel merito della assoluzione, ma dovrà valutare se ci siano stati difetti di procedura e pertanto far istruire un nuovo processo.

Credo che la Cassazione non potrà che confermare la Sentenza di assoluzione perché sarà difficile portare in un nuovo processo nuove prove di colpevolezza, perché non in tutte le morti sospette è stata fatta l’autopsia e pertanto non possiamo sapere la vera causa di morte.