E’ già qualche anno che in alcune stazioni ferroviarie italiane viene impedito l’accesso ai binari, ovvero dove fa sosta il treno in partenza, a chi non è in possesso del titolo di viaggio.

Succede quindi che vi può accedere solo chi deve salire su quel determinato convoglio e per quella determinata destinazione, ma nessuno (amico, parente, fidanzato, amante, padre, figlio, moglie ecc.) potrà avere il piacere di accompagnarlo e vederlo partire.

Svanisce così nei ricordi di tempi che furono un’altra romantica abitudine di cui la nostra Italia non può avvalersi, in nome di non so quali norme di sicurezza.

Non ci sono infatti controlli del bagaglio, né le forche caudine di un metal detector e pertanto tale divieto assume il contorno dell’inutilità, specchio delle innumerevoli inutilità dell’Italia di oggi.

E così non vedremo più gente che si abbraccia augurando un buon viaggio, e nemmeno una moglie che saluta in lacrime il marito che va a lavorare lontano, e nemmeno un fidanzato o un amante che sventola il bianco fazzoletto in segno di saluto, certo, ma a volte a significare, a mo’ di bandiera bianca, la resa per un amore finito.

La Legge vuol controllare anche i sentimenti, forse per alcuni legislatori, troppo pericolosi per una società che deve guardare al profitto messo in pericolo dai sentimenti di affetto, di amore, di solidarietà, di bellezza per l’arte (qualche politico disse - con l’arte non si mangia -) dal rischio che la dignità dell’uomo prevalga sull' appiattimento e inaridimento del cuore e dell’anima, dal rischio che prevalga il senso di libertà perché la voglia di libertà un Potere servo di altri Poteri deve annientare perché si sa che la voglia di libertà è un pericolo per qualsiasi Potere.

Non vedremo quindi più sventolare fazzoletti bianchi ai piedi di un vagone in partenza, non udiremo più un arrivederci o un addio fra i singhiozzi di un pianto che forse non avrà consolazione.

E’ giunto il tempo di dare Addio agli Addii e non solo ai viaggiatori che partono!