Al Congresso dei Neurologi Americani, che si terrà prossimamente a Boston, uno dei principali argomenti di discussione sarà imperniato sulle più recenti acquisizioni nella prevenzione dell’Emicrania.

L’emicrania colpisce il 10% della popolazione mondiale e nel 2013 è stata classificata dall’OMS* come il sesto disturbo che maggiormente incide sulla qualità della vita dei pazienti. Secondo la definizione della ICHD-3**, l’emicrania è caratterizzata da cefalea unilaterale, pulsante, di intensità moderata o severa, della durata da 4 a 72 ore, accompagnata da nausea, intolleranza alla luce e/o ai rumori, che può o non essere preceduta da aura, generalmente visiva. L’emicrania si definisce cronica se occorre per più di 15 giorni al mese; episodica se l’incidenza è inferiore. La forma cronica colpisce maggiormente le donne. Il 39% dei pazienti soffre di concomitanti disturbi ansiosi e/o depressivi.

Attraverso recenti studi di immuno-istochimica e di imaging funzionale del cervello (Risonanza Magnetica con spettroscopia) si è pervenuti ad una migliore comprensione del meccanismo di produzione dell’emicrania che oggi si ritiene dovuta ad un disturbo nella modalità di elaborare gli stimoli sensitivi da parte del trigemino come conseguenza di fattori genetici (aumento dei geni che presiedono alla formazione di sostanze pro-infiammatorie e per converso ridotta espressione dei geni che sopprimono l’infiammazione).

Sulla scorta di queste acquisizioni è in fase III uno studio clinico d’avanguardia sulla capacità di prevenire l’emicrania da parte di un anticorpo monoclonale che ha come bersaglio la CGRP***, un potente peptide vasodilatatore che interviene nella trasmissione del dolore ed il cui livello risulta aumentato nell’emicrania. La CGRP produce attivazione dei neuroni algo-recettoriali del trigemino che innervano i vasi intracranici e della dura madre.

I primi approcci terapeutici sulla CGRP furono effettuati con piccole molecole in grado di bloccare il recettore specifico del peptide ma mostrarono di essere epato-tossici talché gli studi non ebbero riscontro pratico. La Alder Biopharmaceuticals, Inc. ha avviato a Dicembre 2016 lo studio in corso con quattro anticorpi monoclonali specifici per il recettore della CGRP che sono Eptinezumab, Fremanezumab, Galcanezumab e Erenumab designati a rimuovere l’eccesso di CGRP ed a bloccarne il recettore, allo scopo di inibire l’ipersensibilizzazione delle vie centrali del trigemino. Questi anticorpi anti-CGRP, non essendo metabolizzati dal fegato, non hanno mostrato epato-tossicità ed avendo un’emivita molto lunga possono essere somministrati mensilmente per via iniettiva.

Dai risultati sinora conseguiti emerge un significativo miglioramento dell’emicrania in assenza di effetti collaterali e frequenza decrescente degli attacchi. Il dosaggio di 300 mg di Eptinezumab (ALD403) è stato associato al miglior risultato con riduzione del 75% degli attacchi nel periodo di 12 settimane. In questi pazienti è stato osservato un contestuale significativo miglioramento della qualità della vita.

Da quanto si è detto, il prossimo Meeting di Neurologia Americana promette di enunciare eccitanti scoperte per aiutare i pazienti affetti da questo disturbo disabilitante e subito dopo la Conferenza, in un prossimo blog, mi premurerò di dare ulteriori dettagli.

(*) OMS: Organizzazione Mondiale della Sanità

(**) ICHD-3: International Classification of Headache Disorders, 3rd edition

(***) CGRP: Calcitonin Gene Related Peptide