Il cross-linking corneale: un metodo alternativo per il trattamento della cheratite infettiva

ORLANDO, Florida - Secondo quanto affermato al congresso dell'American Academy of Ophthalmology, il cross-linking corneale è un trattamento promettente, in aggiunta alla classiche cure, nelle cheratiti infettive ed in altre malattie della superficie oculare.

E' stato rilevato che il cross-linking corneale, utilizzato in casi di cheratite batterica, opera attraverso meccanismi multipli, inducendo stress ossidativo, stimolando le risposte immunitarie e aumentando la resistenza del collagene ad enzimi tossici


Un caso di cheratite, infiammazione della cornea

Un caso di sospetta cheratite da Acanthamoeba, trattato con il cross-linking corneale nel 2007 in Scandinavia, aveva già dato risultati incoraggianti. Successivamente, il cross-linking è stato applicato anche ad altri casi di cheratite microbica ed ulcere sterili.

La fotoattivazione della riboflavina (molecola utilizzata durante il trattamento di cross-linking) indotta dalla luce ultravioletta crea uno stress ossidativo sulla superficie corneale e produce effetti antimicrobici. Si ritiene, inoltre, che la riboflavina fotoattivata interferisca con l'RNA e il DNA dei microrganismi, creando delle rotture nei cromosomi (filamenti di materiale genetico).

 

Il cross-linking aumenta anche la resistenza agli enzimi che degradano il collagene e che, in tal modo, possono causare nelle forme più avanzate di cheratite quel grave processo degenerativo che è la "fusione" corneale (melting).

Un piccolo studio pilota ha incluso 16 pazienti sottoposti a cross-linking per il trattamento di varie forme di cheratite batterica nel 2009. Dall'analisi dei risultati è emerso che tutti gli occhi hanno risposto bene al trattamento.

I pazienti sono stati sottoposti a cross-linking per cheratite infettiva in centri ambulatoriali e non hanno ricevuto prescrizione di antibiotici.

La ricerca sperimentale e clinica, tuttavia, è ancora in corso.