L’occlusione arteriosa retinica è un evento drammatico che nella maggioranza dei casi porta alla perdita quasi totale della capacità visiva di un occhio.

L’occlusione arteriosa crea una impossibilità di apporto di sangue alla retina dell’occhio colpito, con fenomeni ischemici e di grave danno della funzione visiva.

L’occlusione arteriosa è un evento grave sia per le gravi alterazioni visive , sia perché è spesso o meglio sempre la manifestazione oculare di una patologia sistemica, (una sorta di Campanello d’allarme) è necessario allora effettuare indagini strumentali

1.Ecocolordoppler dei trochi sovra-aortici (TSA) e carotidei,

2.Ecocardiogramma

3.Monitoraggio della pressione arteriosa delle 24 ore (M.A.P.)

4.una accurata valutazione dallo specialista CARDIOLOGO

5.una routine ematica con controllo dei parametri della coagulazione

6.una accurata valutazione dallo specialista EMATOLOGO

7.Cercare sempre la patologia sistemica responsabile dell’occlusione arteriosa retinica.

 

TERAPIA

La terapia delle occlusioni arteriose retiniche deve essere avviata molto precocemente, meglio se entro poche ore, è comunque purtroppo raramente efficace. Il trattamento locale si attua per ottenere una variazione della pressione a livello della arteria centrale della retina e per cercare di mobilizzare l’ embolo presente. Si deve praticare subito

1.un massaggio del bulbo oculare per 2-5 minuti,

2.una paracentesi della camera anteriore,

3.iniezione retro-bulbare di farmaci vasodilatatori ed antispastici

4.posizionare il paziente in maniera da ottenere una importante diminuzione della pressione arteriosa

5.instaurare un trattamento sistemico con

ACETAZOLAMIDE (DIAMOX)

FARMACI ANTICOAGULANTI

FARMACI FIBRINOLITICI

L’occlusione arteriosa può interessare il tronco arterioso principale (occlusione dell’arteria centrale della retina) oppure solo ramo (occlusione arteriosa di branca). Occlusione dell'arteria centrale della retina. E’ la forma di occlusione arteriosa retinica più frequente. Gli uomini sono più colpiti rispetto alle donne ,l’età media è intorno ai 60 anni. Le cause più comuni sono rappresentate da microemboli o emboli che si posizionano nell’arteria centrale della retina conseguenti a placche occlusive, spasmi vascolari, aneurismi dissecanti o necrosi arteriolare da ipertensione.

L’occlusione dell’arteria centrale della retina (O.A.C.R.) si associa ed è più frequente in pazienti che soffrono già di altre patologie vascolari sistemiche quali ad esempio l’ipertensione arteriosa, il diabete mellito, la stenosi carotidea e le valvulopatie cardiache. Il paziente lamenta un’improvvisa grave riduzione monolaterale dell’acuità visiva (AMAUROSI) senza alcun dolore, la pupilla appare dilatata (MIDRIASI MONOLATERALE), non riflette alla illuminazione diretta, ma è presente il riflesso consensuale quando si illumina l’altro occhio . L’esame del campo visivo computerizzato non si riesce solitamente ad eseguire. All’esame del FUNDUS OCULI la retina appare edematosa e di colorito pallido - biancastro sulla quale spicca una macchia rosso-ciliegia in corrispondenza della parte centrale della retina: la fovea (segno patognomonico). L’ Edema retinico è maggiore nei casi di occlusione completa dell’arteria centrale della retina.

La fluorangiografia è sempre utile nel mostrare ed evidenziare la diagnosi di Occlusione dell’arteria centrale retinica e soprattutto per stabilire il grado di occlusione presente che si caratterizza in un ritardo più o meno marcato di riempimento dei vasi arteriosi.

La prognosi per la funzione visiva è davvero scarsa e la vista è spesso se sono sempre ridotta a pochissimo : conta delle dita – motu manu (movimento della mano), percezione luce. Il Fondo Oculare si presenta nei giorni successivi all’occlusione in maniera diversa a seconda ed in rapporto alla ri - perfusione del circolo arterioso retinico. Si assiste in genere ad una progressiva diminuzione dell’EDEMA RETINICO e nelle settimane successive compare spesso un’ ATROFIA OTTICA a settore della testa del nervo ottico ed un restringimento dei vasi arteriosi.

Le complicanze a lungo termine quali le proliferazioni di capillari anomali retinici o papillari e l’insorgenza di glaucoma neovascolare sono possibili ma molto meno frequenti che in caso di occlusioni venose.

In circa il 10% dei pazienti, la presenza di un arteria suppletiva che è l’arteria cilioretinica assicura anche in presenza di Occlusione arteriosa della arteria centrale retinica un apporto di sangue sufficiente alla FOVEA ( la parte di macula retinica più importante per la visione). In questo ultimo caso l’acuità visiva si mantiene davvero relativamente buona e in alcuni pazienti più fortunati, oltre alla visione centrale (che consente di leggere e scrivere), può essere conservata anche la periferia del campo visivo. Occlusione di branca dell'arteria centrale della retina E’ un quadro ad insorgenza acuta con caratteristiche variabili in rapporto all’estensione ed alla localizzazione dell’area retinica nutrita dal vaso occluso. Le cause di un'occlusione arteriosa di branca sono le stesse dell’Occlusione dell’arteria centrale retinica . Il paziente avverte una limitazione solo parziale del campo visivo che è in genere a limiti netti . L’acuità visiva è variabile: risulta fortemente compromessa quando la branca arteriosa occlusa nutre la regione maculare, ben conservata se l’ ISCHEMIA RETINICA non interessa quest’area.

All’esame del FUNDUS OCULI si apprezza un EDEMA RETINICO a settore, localizzato nel territorio della branca occlusa. Se vi è interessamento dell’area maculare è possibile riscontrare il tipico aspetto "rosso ciliegia" della fovea. La fluorangiografia permette di evidenziare delimitare con l’area retinica ischemica ed il grado di occlusione presente. La prognosi di un'occlusione arteriosa di branca è solitamente migliore di quella dell’Occlusione dell’Arteria centrale retinica l’amputazione del campo visivo normalmente si stabilizza dopo una sua parziale regressione ed il recupero dell’acuità visiva dipenderà dall’interessamento o meno dell’area foveale. Nel caso di occlusione arteriosa retinica di branca il rischio d' insorgenza di glaucoma neovascolare è praticamente nullo.