Un nuovo studio, pubblicato recentemente sul periodico dell'American Academy of Ophthalmology, ha dimostrato che le persone con cataratta che si sottopongono ad intervento chirurgico hanno un rischio di mortalità a lungo termine inferiore del 40% rispetto a quelli che decidono di non sottoporsi all'operazione.

I ricercatori hanno esaminato 354 pazienti affetti da cataratta, dai 49 anni in su, iscritti al Blue Mountains Eye Study tra il 1997 e il 2007. Alcuni avevano subito un intervento chirurgico di cataratta mentre altri, pur avendo la cataratta, avevano deciso di non operarsi. Tutti i soggetti sono stati esaminati anche dopo 5 anni e dopo 10 anni.

L'associazione tra la correzione del deficit visivo correlato alla cataratta e la riduzione del rischio di mortalità non è chiara, ma fra i fattori plausibili possiamo includere:

  • miglioramenti nel benessere fisico ed emotivo,
  • ritrovato ottimismo,
  • maggiore fiducia in sé stessi, associata ad una maggiore indipendenza legata al miglioramento della vista,
  • migliore capacità di rispettare le prescrizioni farmacologiche.

E' ipotizzabile, comunque, che alcuni partecipanti affetti da cataratta non si siano operati proprio perché avevano già altri problemi di salute, che possono avergli impedito di sottoporsi all'intervento. Si spiegerebbe anche così, almeno in parte, il fenomeno della ridotta sopravvivenza fra i partecipanti non-chirurgici.

 

Fonte: http://www.aao.org/newsroom/release/20130904.cfm