L'Avastin, di cui tutti sentiamo parlare in questi giorni, è un antivegf, ma cosa vuol dire? E' utile solo per la degenerazione maculare? L'articolo che segue spiega perché il farmaco risulta efficace anche per il trattamento di altre malattie gravi della retina.

Gli antivegf, di cui fa parte l'Avastin, si oppongono al fattore di crescita vascolare endoteliale (VEGF), un agente che induce la proliferazione dei vasi sanguigni (caratteristica di chi soffre di angiopatia diabetica) ed aumenta la permeabilità dei vasi sanguigni, con conseguente formazione di edema (raccolta di liquido fra i tessuti). Studi recenti hanno trovato elevati livelli di VEGF nei fluidi oculari di pazienti con retinopatia diabetica proliferante. Pertanto, ha senso considerare l'uso di trattamenti con anti-VEGF nella gestione della retinopatia diabetica e determinare se la somministrazione di Avastin è utile nella gestione delle complicanze oculari del diabete.

E' stato eseguito uno studio retrospettivo su 43 occhi di 39 pazienti con retinopatia diabetica proliferante che avevano persistente neovascolarizzazione retinica e concomitante edema maculare. Su un totale di 43 occhi, ventiquattro occhi (il 55,8%) sono stati trattati con una iniezione intravitreale di 1,25 mg e 19 occhi (il 44.2%) sono stati trattati con 2,5 mg di Avastin.

Alla fine del periodo di controlli, durato due anni, l'acutezza visiva dei soggetti trattati risulta mediamente migliorata. L'analisi finale ha dimostrato che 35 occhi (l'81,4%) hanno mantenuto la propria acutezza visiva (si ricorda che la retinopatia diabetica proliferante ha un andamento progressivo, che porta ad una lenta ma inesorabile perdita della vista), cinque occhi (l'11,6%) hanno ottenuto un miglioramento di almeno due linee dell'ottotipo (il tabellone luminoso che utilizziamo per misurare la vista) e solo in tre occhi (il 7% dei casi in esame) la vista ha continuato a peggiorare. In tutti i casi si è avuta una diminuzione dell'edema maculare, analizzato mediante esame OCT.



Gli anti-VEGF, iniettati in camera vitrea, sono in grado di ridurre l'edema maculare.

Dalla mia esperienza personale, i miglioramenti legati a somministrazioni intravitreali ripetute di Avastin sono tali da spingere spesso i pazienti a richiedere di sottoporsi nuovamente al trattamento, consapevoli dei benefici che possono ottenere, in assenza di complicanze significative. Spiace constatare che, dopo anni di grandi successi ottenuti dalla somministrazione dell'Avastin in tutto il mondo, confermati da oltre duemila pubblicazioni scientifiche, si stia ancora a discutere sulla sicurezza e l'efficacia del farmaco...

Fonte: Intravitreal Bevacizumab as Anti-Vascular...