LA AMD

La Degenerazione Maculare legata all'etá (AMD) é la principale causa di cecitá nelle persone dopo i 55 anni. La sua forma piú velocemente invalidante é quella con proliferazione neovascolare, la MNVR.

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TERAPIA ANTI VEGF

La terapia che, ad oggi, ha dato i migliori risultati é quella a base di farmaci, iniettati direttamente all'interno dell'occhio, chiamati anti-VEGF, che inibiscono, temporaneamente, la crescita e la permeabilitá dei vasi anomali arrestando o rallentando la progressione della malattia.

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Questi farmaci hanno come bersaglio il VEGF (Vascular Endothelial Grouth Factor), una proteina coinvolta nel causare la formazione di nuovi vasi sanguigni che, nei pazienti affetti da questa patologia, sono instabili, tendono a perdere liquido e sangue sotto la retina causando un'infiammazione che esita in cicatrici procurando, cosí, la perdita della visione centrale.

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Lo schema posologico raccomandato per i pazienti con AMD neovascolare è una iniezione al mese per tre mesi consecutivi ed ulteriori iniezioni, se necessario, dopo valutazione oculistica ed OCT (Tomografia Ottica Computerizzata).

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NOVITA': LA RADIOTERAPIA

In Inghilterra, allo Sheffield Royal Hammashire Hospital, é stata messa a punto una terapia rivoluzionaria per curare questa invalidante patologia: la Radioterapia maculare.

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Le onde radio colpiscono preferenzialmente le cellule che si dividono rapidamente e hanno il potenziale di rallentare o fermare questa crescita in modo selettivo. Poiché le cellule anormali vengono selettivamente distrutte piuttosto che soppresse temporaneamente, la radiazione potrebbe produrre un effetto più duraturo rispetto alle iniezioni di anti-VEGF.

COME FUNZIONA

L'apparecchiatura messa a punto dalla Ditta Oraya, fondata nel 2007 in California con il preciso scopo di trovare un innovativo e non invasivo metodo per curare la MNVR, utilizza un dispositivo radiochirurgico, a bassa tensione, progettato specificamente per il trattamento in ambiente ambulatoriale.

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Oraya Therapy eroga una ridotta e precisa dose di radiazioni, non invasive per la macula, mediante un sistema automatico di posizionamento ed una apposita metodologia per la stabilizzazione dell'occhio ed il suo monitoraggio.

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E' SICURA?

Con la terapia Oraya, mentre la dose di radiazione efficace sulla macula sarà alta, quella su tutto il corpo sarà bassa, ben al di sotto del livello di rischio significativo. Il sistema di Oraya controlla continuamente la posizione dell' occhio durante il trattamento con un software sofisticato per assicurare il targeting preciso e minimizzare i rischi associati all'esposizione alle radiazioni delle altre strutture oculari come il nervo ottico ed il cristallino anche se, come in qualsiasi procedura medica, tutti i benefici ed i potenziali rischi del trattamento devono essere discussi con il proprio oculista e considerati da ciascun paziente.

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CHE DIFFERENZA C'E' TRA LE 2 TERAPIE?

Gli agenti anti-VEGF, (come l'avastin, il lucentis, l'eyelea) hanno una rapida insorgenza d'azione, ma una durata limitata. Il processo di malattia tende, comunque, a continuare quando il farmaco viene eliminato dall'occhio. La Radioterapia, al contrario, produce una risposta leggermente ritardata, ma ha una durata d'azione maggiore.

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POSSONO ESSERE UTILIZZATE INSIEME?

Entrambe le terapie hanno lo stesso bersaglio, ma in modi diversi, questo lascia presupporre che potrebbero agire in modo combinato.. Questa logica è supportata anche dall'esperienza oncologia dove i tumori del colon, per esempio, sono spesso trattati con agenti anti-VEGF e radioterapia.

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IN ITALIA VI SONO CENTRI DOVE E' POSSIBILE EFFETTUARLA?

La Radioterapia per la AMD umida non é ancora disponibile e, ad oggi, vi sono solo 3 Centri nel mondo dove é in atto la sperimentazione, in Svizzera, in Germania ed in Inghilterra. Nel prossimo Congresso europeo EURETINA che si terrá a Londra in settembre, saranno presentati i risultati dopo 3 anni di trattamenti. Se questi saranno positivi credo che, a breve, si potrá disporre anche in Italia di un'arma in piú per cercare di debellare questa sempre piú frequente ed invalidante patologia.

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