Il glaucoma ad angolo chiuso costituisce circa il 10% di tutti i glaucomi.

 

Il glaucoma ad angolo chiuso può essere determinato nella forma primaria da un blocco pupillare o nella forma secondaria, da aderenze che stirano l'iride verso l'angolo o da edemi o irritazioni che spingono l'iride verso l'angolo, a volte anche la semplice midriasi su base emotiva.

La chiusura d'angolo primaria è

più frequente nelle donne,

nei pazienti ipermetropi e

anziani e in

coloro che hanno una storia familiare di glaucoma da chiusura d'angolo.

Normalmente con l'età il cristallino si ispessisce, il che causa una spinta in avanti dell'iride soprattuto tra il margine pupillare e la lente.

Nell'occhio con angolo chiuso, questo fenomeno può impedire che l'umore acqueo defluisca dalla camera posteriore alla camera anteriore, causando una pressione più alta nella camera posteriore.

Questa differenza di pressione causa un rigonfiamento dell'iride anteriormente, ostruendo l'angolo e provocandone la chiusura.

L'angolo può essere parzialmente bloccato, cosi abbiamo un glaucoma da chiusura d'angolo intermittente, subacuto o cronico.

Altre volte l'angolo può chiudersi in maniera completa e questo provoca un attacco acuto di glaucoma da chiusura d'angolo.

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La maggior parte delle persone che sono predisposte a sviluppare un glaucoma ad angolo chiuso acuto, cronico, subacuto o intermittente non ha segni o sintomi.

Comunque, alcuni possono avere segni subdoli, come

l'arrossamento oculare,

il dolore,

la visione annebbiata o

la cefalea.

Occasionalmente, questo fastidio oculare aumenta durante il sonno, questo probabilmente e' legato alla miosi indotta dal sonno che può provocare un attacco di glaucoma intermittente o subacuto.

I sintomi del glaucoma acuto ad angolo chiuso sono generalmente evidenti: grave dolore oculare e arrossamento, visione ridotta, aloni colorati, cefalea, nausea e vomito.

 

Ai pazienti che giungono al pronto soccorso con un attacco di glaucoma acuto spesso viene formulata diagnosi errata di disturbi neurologici o problemi gastrointestinali, soprattutto se non vengono visitati da un medico oculista.

L'esame clinico di un paziente con un attacco di glaucoma acuto evidenzia 

  • lacrimazione,
  • edema palpebrale,
  • iniezione congiuntivale, 
  • cornea edematosa o non ben trasparente,
  • una pupilla fissa in media midriasi e molto spesso  una vera e propria franca
  • infiammazione della camera anteriore.

La gonioscopia può essere difficoltosa da eseguire nell'occhio interessato dal galucoma acuto, perche' la cornea si appanna; comunque, l'esame dell'occhio controlaterale mostrerà un angolo stretto od ostruibile.

Se l'occhio controlaterale ha un angolo completamente aperto, allora deve essere presa in considerazione una diagnosi diversa dal glaucoma primario da chiusura d'angolo.

La terapia per un attacco di glaucoma acuto deve essere iniziata immediatamente, perché possiamo perdere la vista.

La terapia iniziale di un attacco di glaucoma acuto da chiusura d'angolo è medica: devono essere somministrati immediatamente b-bloccanti topici, EV o inibitori dell'anidrasi carbonica orali e agonisti adrenergici topici a2 selettivi.

Un farmaco osmotico viene usato se la risposta all'altro trattamento è inadeguata.

Viene somministrata pilocarpina all'1% o 2% per due volte, a distanza di circa 15 min.

I miotici sono in genere inefficaci quando la IOP è > 40 o 50 mm Hg a causa di uno sfintere pupillare anossico.

L'iridotomia ND YAG laser periferica è la terapia definitiva dell'attacco di glaucoma acuto.

Quando la cornea non è limpida o l'occhio è particolarmente infiammato, l'iridotomia viene rimandata; altrimenti viene eseguita non appena la condizione dell'occhio lo consente.

Poiché l'occhio controlaterale ha l'80% di possibilità di sviluppare un attacco di glaucoma acuto, deve essere effettuata in quest'occhio una iridotomia periferica a scopo profilattico.

Il trattamento definitivo è rappresentato dall'iridotomia periferica laser anche nei pazienti con glaucoma cronico, subacuto o da chiusura intermittente dell'angolo.

Inoltre, quando un paziente presenta all'esame gonioscopico (o all'esame OCT dell'angolo irido corneale) un angolo acuto (sotto i 30 gradi), anche in assenza di sintomi, un'iridotomia periferica deve essere eseguita immediatamente per prevenire un glaucoma da chiusura d'angolo.

Il rischio di complicanze con l'esecuzione dell'iridectomia periferica è estremamente basso se comparato con i suoi effetti benefici.

L’iridotomia laser è un intervento parachirurgico impiegato nel trattamento del glaucoma ad angolo chiuso e dell’attacco di glaucoma acuto, eventi causati da blocco irido-lenticolare seguito da innalzamento brusco e repentino della pressione intraoculare (IOP).

Queste condizioni sono estremamente pericolose poiché possono portare a cecità completa e irreversibile in brevissimo tempo.

L’iridotomia laser consiste nella creazione di un piccolo foro nell’iride, in modo da consentire il deflusso dell’umor acqueo e l’abbassamento della IOP. I rischi e gli effetti collaterali legati all’intervento di iridotomia laser assumono una rilevanza trascurabile rispetto ai danni alla visione che deriverebbero dall’assenza di trattamento.

L’iridotomia laser è un intervento parachirurgico che viene eseguito per prevenire o trattare un attacco di glaucoma acuto, una patologia oculare estremamente pericolosa che può portare a cecità in brevissimo tempo.

L’intervento di iridotomia laser deve essere effettuato tempestivamente nei pazienti in cui si è manifestato un glaucoma ad angolo chiuso con tendenza evolutiva ed è fortemente consigliato anche alle persone che presentano fattori di rischio per questa malattia poiché la prevenzione e la cura tempestiva sono essenziali al fine di evitare la perdita della visione causata da un attacco di glaucoma acuto.

I sintomi di un attacco di glaucoma acuto possono consistere nella presenza di disturbi visivi (improvviso abbassamento della vista e visione di aloni colorati intorno alle luci) accompagnata da arrossamento e forte dolore oculare, nausea e vomito. Un attacco di glaucoma acuto è un evento estremamente pericoloso per la visione poiché può portare alla cecità completa ed irreversibile in brevissimo tempo.

L’intervento di iridotomia laser prevede la creazione di un piccolo foro a livello dell’iride che fungerà da via di drenaggio per l’umor acqueo, in questo modo nella camera anteriore dell’occhio sarà ripristinato un nuovo equilibrio tra umor acqueo entrante e umor acqueo uscente e la pressione intraoculare tornerà ad assumere valori più bassi e costanti.

L’iridotomia laser viene eseguita in modalità ambulatoriale, generalmente presso uno studio oculistico opportunamente attrezzato. L’occhio da trattare viene anestetizzato mediante l’applicazione di un collirio, in seguito viene applicata una lente che funge da guida per il laser.

Il foro creato nell’iride ha le dimensioni di una testa di spillo e nella maggior parte dei casi non è visibile perché rimane nascosto al di sotto della palpebra superiore.

La procedura richiede pochi minuti e non è invasiva; nonostante ciò, a causa della visione sfuocata che permane per qualche ora, si consiglia al paziente di venire accompagnato da una persona che possa ricondurlo a casa dopo l’intervento.