In passato vi ho parlato della tecnica refrattiva ReLEx SMILE di recente introduzione che rappresenta senza alcun dubbio la vera rivoluzione nell’ambito della chirurgia corneale degli ultimi anni. 

Come spesso avviene quando viene introdotta una nuova tecnica chirurgica il mondo scientifico medico si divide sempre in due grandi categorie: coloro che si mettono in gioco e cercano di imparare una nuova possibilità terapeutica; coloro che rimangono ancorati, per partito preso od imperizia, alle tecniche preesistenti. Questo comportamento non si vede solo nell’ambiente medico ma anche in qualsiasi altro ambito della nostra vita. Le novità, infatti, non sono sempre accettate da tutti di buon grado anche quando i benefici da esse scaturite sono innegabili.

Quindi un buon chirurgo non dovrebbe mai fare a meno di imparare nuove tecniche. L’apprendimento passa da linee guida e normogrammi (dispositivo per il calcolo grafico) standardizzati che mostrano in quali situazioni sia possibile applicarla.

È inevitabile per il chirurgo, soprattutto quando una tecnica sia relativamente nuova, indagare le sue potenzialità e scoprire quali siano i risultati ottenibili a seconda delle varie situazioni in cui ci si confronta nell’ambito della pratica clinica.

Questo è quello che mi è accaduto recentemente con la ReLEx SMILE essendo tra i primi chirurghi refrattivi a praticarla con successo nel nord Italia.

Ho dovuto capire quali fossero le reali capacità di questa incredibile tecnica chirurgica e quando fosse meglio adoperarla. Mentre per il trattamento della miopia i benefici sono piuttosto evidenti lo stesso inizialmente non si poteva dire per l’astigmatismo.

Ma vedendo il potenziale della ReLEx SMILE ho creato dei normogrammi personalizzati che mi permettono di trattare con successo anche questo tipo di difetto visivo.

Ovviamente da parte di alcuni miei colleghi non propriamente esperti di refrattiva, vi è ancora una ritrosia ad operare con la tecnica ReLEX SMILE gli astigmatici perché scettici da una parte, non sicuri della loro manualità dall’altra, ma soprattutto timorosi di provare e sperimentare tecniche nuove senza normogrammi standard. 

Dopo due anni di studi condotti su numerosi pazienti e sportivi professionisti tra cui Gabriel Vasconcelos e Nicola Vassallo, entrambi molto astigmatici, ed operati con la ReLEx SMILE con risultati incredibilmente soddisfacenti ho potuto ideare il mio normogramma personale per gli astigmatici.

Recentemente ad esempio ho trattato un ragazzo, che per motivi di privacy chiamerò M.P., che presentava oltre ad una miopia molto elevata anche 4 diottrie di astigmatismo in ambo gli occhi (considerate che 2 diottrie di astigmatismo sono considerate già astigmatismo elevato e 5-6 diottrie sono considerate il massimo fisiologico). 

Dopo avere eseguito gli esami pre-operatori ho rilevato che la ReLEx SMILE fosse la tecnica migliore per il trattamento dei suoi deficit refrattivi ed i risultati mi hanno dato ragione. 

M.P. partiva da un deficit miopico di 7 diottrie nell’occhio destro e di 8 diottrie nell’occhio sinistro complicato come accennato precedentemente da 4 diottrie di astigmatismo in ambo gli occhi. 

Con l’uso di occhiali M.P. aveva un ottimo visus totale di 9/10 in entrambi gli occhi.

A 30 giorni dall’’intervento M.P. presentava un visus naturale (vuol dire senza l’ausilio di occhiali) monolaterale di 14/10 con la risoluzione totale dell’astigmatismo ed ovviamente della miopia.

In conclusione tutti hanno diritto alle proprie opinioni ed è giusto che ognuno le esprima al meglio delle proprie capacità; ma io preferisco lasciar parlare i miei risultati che confermano che grazie alla ReLEx SMILE è possibile trattare con successo anche alti gradi di astigmatismo ma solo ovviamente con normogrammi personalizzati.