Il seno mascellare è una cavità piramidale quadrangolare, pari e simmetrica situata all’interno delle ossa mascellari con base verso le fosse nasali e apice a livello del processo zigomatico.

E’ una struttura che fa parte delle vie aeree superiori, ed il cui sviluppo embriologico inizia al 2° mese di vita intrauterina, subisce nel corso dello sviluppo una progressiva espansione (pneumatizzazione).

Tale cavità è rivestita da una sottile e fragile membrana mucoperiostale ( membrana di Schneider ).

L’osso alveolare, dopo la perdita dei denti, diminuisce a causa dell’espansione inferiore del seno mascellare.

Prima di posizionare impianti nella regione mascellare posteriore, è da valutare l’osso disponibile in altezza tra il pavimento del seno mascellare e la cresta ossea residua.

Si deve a Misch (Misch C.E. Maxillary sinus augmentation for endosteal implants : organized alternative treatment plans. Int Oral Implant 4:49-58, 1987) la creazione di un approccio sistematico al trattamento chirurgico del mascellare posteriore sulla base della disponibilità ossea in altezza.

Nei casi più gravi di deficit osseo verticale è previsto l’inserimento di un innesto osseo sinusale dopo sollevamento della membrana sinusale ottenuto (generalmente) mediante una osteotomia della parete laterale del seno mascellare. L’intervento è solitamente conosciuto come “Grande rialzo di seno mascellare”. L’osso da innestare può essere autologo ( prelevato cioè dallo stesso paziente ) omologo (di banca), di origine animale o si può innestare materiale di derivazione sintetica.

Presentiamo l’ abstract (in lingua inglese) di un lavoro scientifico presentato alla XVIII edizione del Congresso Nazionale dei Docenti di Discipline Odontostomatologiche e pubblicato su Minerva Stomatologica.

E' stata effettuata una valutazione retrospettiva su 121 pazienti in cui è stata eseguita una riabilitazione implantoprotesica dopo aver eseguito degli intereventi di grande rialzo di seno mascellare adoperando innesti di osso particolato di origine suina.

Si è riscontrato un tasso di sopravvivenza implantare a 5 anni del 92%.

I nostri risultati (in termini di tasso di sopravvivenza implantare) concordano con quelli pubblicati in importanti revisioni della letteratura sull’argomento:

Wallace, SS, Froum SJ. Effect of maxillary sinus augmentation on the survival of endosseous dental implants: An evidence-based literature review. Ann. Periodontol. 2003;8:328-343

Del FabbroM, Testori T, et al. Systematic review of survival rates for implants placed in the grafted maxillary sinus. Int J Periodontics Rest Dent 2004;24:565-577

In conclusione, secondo la nostra esperienza l’osso di derivazione suina può essere utilizzato con successo in questo tipo di intervento.

 

Porcine Bone Used in Sinus Augmentation Procedures: A 5-Year Retrospective Clinical Evaluation

L. Accoto, E. Di Iorio, A. Di Cristinzi, C. Cappucci, A. Scarano

Università degli Studi G. D'Annunzio, Chieti-Pescara

Aim. Rehabilitation of the edentulous posterior maxilla with dental implants often represents a clinical challenge because of the insufficient bone volume resulting from pneumatization of the maxillary sinus and crestal bone resorption. The aim of this study was a retrospective clinical evaluation of maxillary sinus augmentation using porcine bone.

Methods.One hundred twenty-one healthy patients with a noncontributory medical history were included in this study. All patients underwent sinus augmentation procedures with porcine bone. After a 4- to 6-month healing period, sandblasted and acid-etched implants were inserted.

Results. All grafted sinuses healed without major complications, except for 2 that showed no regeneration at the time of implant placement. A total of 21 implants were lost, 8 after the second-stage surgery and 13 in the 5 years’ follow-up after loading. The cumulative survival rate was 92% after a mean loading time of 5 years. Only minor peri-implant marginal bone resorption was found.

Conclusions. Within the limitations of this study, porcine bone can be used with success in sinus augmentation procedures, and rougher-surfaced implants are probably preferable.

MINERVA STOMATOLOGICA - VOL. 60 - SUPPLEMENTO 1 - AL N. 4 (APRILE 2011)