La lesione del tendine di Achille rappresenta un evento drammatico poiché nega all’uomo di mantenere la stazione eretta e la deambulazione. Tale interesse va compreso visto l’aumento sempre maggiore di lesioni del tendine di Achille sia relativo  all’aumento delle pratiche sportive – data la vasta diffusione dello sport -  sia assoluto per l’aumento percentuale dell’attività sportiva a livello agonistico.Il dolore intenso ed improvviso a seguito di un gesto atletico o semplicemente dopo uno sforzo meccanico eccessivo è il principale sintomo. Egli avverte una sensazione di schiocco di frusta quindi subentra il dolore intenso e l’impotenza funzionale. Un particolare cenno merita un test clinico - il test di Thomson-Doherty - poiché ha un valore diagnostico quasi del 100%. Si esegue mettendo il paziente in posizione prona sul lettino quindi il polpaccio viene stretto dalle mani facendo flettere plantarmente il piede. Il test è positivo per lesione quando non viene stimolata la dorsiflessione plantare.

            Il trattamento della lesione del tendine di Achille  è quasi sempre chirurgico poiché ogni possibilità di cura alternativa non garantisce buoni risultati. La moderna chirurgia tecnologica ha messo a punto un tipo di intervento che consente di eseguirlo in ANESTESIA LOCALE soltanto con due piccole ferite sulla pelle di circa 5millimetri. Tale intervento utilizza un filo molto robusto che si chiama “TENOLIG” che “sutura" il tendine in modo molto simile ad una cucitura di stoffa.

            Il paziente riprende la sua normale attività dopo circa 3 settimane senza nessun ulteriore problema sia sul piano estetico che sul piano funzionale ritornando tranquillamente alle sue attività lavorative e non.

            I vantaggi di questo tipo di intervento sono rappresentati dalla semplicità dell’esecuzione, dalla sua affidabilità nonché efficacia e non ultimo la possibilità di un rapido ritorno all’attività lavorativa.

Dr. Luigi Grosso