La chirurgia protesica mininvasiva del ginocchio, ha generato un considerevole interesse, in questi ultimi anni.


La protesi monocompartimentale del ginocchio è una tecnica, notoriamente, meno invasiva nel trattamento della gonartrosi. Le indicazioni, ben definite, ritaglierebbero una percentuale di pazienti ben superiore agli impianti che si effettuano nel mondo, nonostante molti Autori riportino una altissima percentuale di successi, soprattutto in questi ultimi anni.

Nel confronto con la totale, la mono consente l’utilizzo di impianti più piccoli, minore tempo chirurgico, preservazione di ambedue i legamenti crociati con una resezione ossea minima, un movimento fisiologico del ginocchio, e un recupero funzionale molto più rapido.

Il mantenimento del legamento crociato anteriore, vero perno del movimento articolare,
produce migliori risultati funzionali. Dopo l’artroprotesi mono compartimentale, la cinematica del ginocchio, nel gioco della flesso-estensione, riproduce segnali molto
simili a un ginocchio sano, anche alla luce di studi biomeccanici con la scala sensorizzata. Mentre, tutti gli studi sulla totale, sia a conservazione del posteriore che senza, dimostrano una persistente ed anormale cinematica articolare.
La sostituzione protesica parziale del ginocchio con protesi monocompartimentale può interessare uno o più dei tre compartimenti del ginocchio (mediale, laterale o femoro-rotuleo)

Se consideriamo la possibilità di impianti semplici (monocompartimentale mediale, laterale, o femoro-rotulea isolati) o impianti bi-monocompartimentali, appare evidente come il numero di impianti effettuati fin'ora è di molto inferiore a quello che avrebbe potuto essere. In parole semplici, la protesi monocompartimentale dovrebbe trovare più spazio negli impianti effettuati, rispetto ai numeri attuali. 

Sicuramente ne prossimi anni si assisterà ad un incremento degli impianti, a beneficio dei pazienti che potranno godere di una chirurgia sempre più mini invasiva, con costi anche sociali ridotti.