Caratteristiche generali della tecnica percutanea mininvasiva e vantaggi della metodica.

L’alluce valgo è sicuramente la patologia più comune a carico dell’avampiede; ha una maggiore incidenza nel sesso femminile con un rapporto di 15:1 rispetto al sesso maschile. Si stima che in Italia circa il 40% delle donne ne sia affetto. Può insorgere in qualsiasi età, ma la fascia più colpita è quella compresa tra i 40 e i 60 anni.

Oggi questa patologia, e molte altre problematiche del piede ad essa associate (dita in griffe, dita a martello, clinodattilia, metatarsalgie meccaniche, 5° dito varo superaddotto…), può essere trattata con la tecnica percutanea mininvasiva.

Nata negli USA oltre 30 anni fa e introdotta in Europa dallo spagnolo Mariano De Prado, la tecnica percutanea minivasiva si è affermata con successo anche in Italia dando buoni risultati sia sotto il profilo estetico che funzionale.
La chirurgia percutanea del piede si riferisce ad una procedura chirurgica mininvasiva che si esegue in regime di Day Surgery.

Come per la chirurgia tradizionale è necessario disporre di un adeguato esame radiografico per pianificare correttamente l’atto operatorio.
La tecnica prevede un’anestesia locale alla caviglia che permette una ripresa immediata della deambulazione.
Non si utilizzano mezzi di sintesi come viti, cambre o fili metallici che rimangono temporaneamente o in maniera permanente all’interno del piede in quanto la fissazione delle osteotomie è affidata ad un apposito bendaggio.

Nel caso di intervento di alluce valgo la correzione chirurgica mininvasiva è legata all’esostosectomia percutanea (limatura con una fresa motorizzata della "nocetta"), all’osteotomia di sottrazione mediale al primo metatarso e alla prima falange (tagli ossei con fresa motorizzata, che riallineano l'alluce) e all’artrolisi laterale dell’articolazione metatarso falangea (allentamento delle tensioni dell'articolazione).

La tecnica permette inoltre di riequilibrare le teste metatarsali in caso di metatarsalgia e di correggere le deformità delle dita minori, come le dita in griffe, le dita martello, ecc....
L’intervento avviene a cielo chiuso e durante tutte le fasi il chirurgo è guidato dall’amplificatore di brillanza per controllare la qualità dei gesti chirurgici eseguiti.
Attraverso piccole incisioni cutanee, dell’ordine di 2 millimetri, vengono inseriti gli strumenti chirurgici specifici della tecnica percutanea ossia microfrese motorizzate, del tutto simili a quelle utilizzate dai dentisti, e microlame.
Con questi semplici strumenti il chirurgo esegue tutti i gesti chirurgici necessari alla correzione delle diverse deformità dell’avampiede.

L’intervento dura circa 20 min e non richiede l’uso del laccio ischemizzante con conseguente riduzione del rischio di ischemie e flebiti soprattutto in pazienti con problemi di circolazione agli arti inferiori.
Il grande vantaggio della tecnica percutanea è la possibilità, per il paziente operato, di camminare da subito in pieno appoggio sul piede trattato. L’intervento non richiede alcun pernottamento in ospedale e permette il ritorno a casa con rapida ripresa delle normali attività quotidiane. Nel post operatorio è necessario l’impiego di una scarpetta a suola piatta rigida che verrà indossata per circa un mese.

In genere il dolore post operatorio e' minimo, minime sono le complicanze post operatorie e il vantaggio estetico e' di molto interesse.
Ma la tecnica percutanea può essere anche molto utile nella “chirurgia del confort” per i pazienti anziani o pazienti affetti da patologie importanti. Tali pazienti non potendo subire spesso interventi aggressivi e a rischio possono invece risolvere alcune patologie del piede con la chirurgia miniinvasiva.

Con piccoli gesti chirurgici e con un minimo rischio possono realizzarsi delle correzioni del piede che portano a una migliore deambulazione, a un miglior confort nel calzare scarpe normali e quindi a una migliore qualità di vita.