Qualche volta si sente parlare di segno di Braccio di Ferro, vediamo di preciso di che cosa si tratta:

I tendini sono delle strutture che collegano i muscoli all’osso.

Il bicipite brachiale è un muscolo che si trova nella regione anteriore del braccio e si estende dalla spalla al gomito; possiede 1 tendine distale che lo connette al gomito e 2 tendini prossimali che lo connettono alla spalla; questi ultimi vengono denominati rispettivamente: capo lungo (CLBBr) e capo breve (CBBBr) del bicipite brachiale.

Dei due prossimali, quelli della spalla per intenderci, il capo lungo (CLBBr) è il tendine che più frequentemente va incontro a fenomeni di infiammazione, degenerazione e qualche volta rottura: questo sembra sia dovuto alla particolare posizione nell’articolazione della spalla.

La rottura infatti avviene proprio alla sua origine nel punto in cui questo viene alloggiato nel solco bicipitale (bicipital groove) e l’incidenza maggiore si ha nei soggetti maschi di età superiore ai 50 anni.

A seguito di ripetuti episodi di infiammazione e “attrito” il tendine può andare incontro ad una degenerazione delle fibre che lo compongono e quindi si può verificare una rottura spontanea del tendine ma più spesso si assiste ad una rottura da sforzo (anche lieve).

Questo evento si manifesta in genere con un dolore acuto e con la comparsa di una tumefazione nella parte anteriore del braccio.

La tumefazione che compare viene chiamata con il termine medico di: segno di Braccio di Ferro o Popeye sign, proprio per l’aspetto estetico che il braccio assume durante la contrazione del bicipite; aspetto che ricorda appunto il braccio di Popeye.

Spesso l’episodio di rottura del tendine si verifica dopo lunghi periodi di dolore alla spalla dovuto molto spesso alla sindrome da conflitto sub acromiale o comunque ad una patologia della cuffia dei rotatori e con la rottura del capo lungo del bicipite il dolore alla spalla qualche volta si attenua.

La diagnosi è soprattutto clinica e viene confermata dal test da sforzo del bicipite che si esegue mettendo appunto sotto sforzo il bicipite nell’atto di pronare il polso; la comparsa della tumefazione conferma la rottura del tendine.

In genere è consigliabile eseguire anche un esame ecografico o una risonanza magnetica della spalla che, oltre a confermare la rottura del CLBBr, serve a diagnosticare una patologia della cuffia dei rotatori che quasi sempre si associa.

Cosa fare in caso di rottura?

C’è da premettere che i risultati funzionali a lungo termine pubblicati in letteratura parlano solo di una leggera perdita di forza nella prono-supinazione dell’avambraccio (circa 21%) per cui il trattamento è abitualmente conservativo, vale a dire il tendine rotto non si ripara.

A conferma di questo sta il fatto che molti atleti che hanno subito questo tipo di lesione quasi sempre hanno continuato ad esercitare il loro sport senza grandi perdite di prestazioni.

Il trattamento chirurgico in genere riveste un ruolo solo estetico oppure è da riservare a particolari categorie lavorative nelle quali la funzione del bicipite brachiale è determinante (esempio i carpentieri).

La riparazione del tendine avviene attraverso un intervento che consiste nel fissaggio dello stesso, non nello stesso punto di origine, ma più in basso e cioè non nella glena da cui origina ma nell’omero (tenodesi).

La tenodesi può essere eseguita con un intervento classico (a cielo aperto), con un intervento mininvasivo o con un intervento in artroscopia.