L’età giovanile ha tante prerogative ma certamente una delle più apprezzabili è sicuramente quella che sostiene e mantiene l’integrità dei tessuti anatomici della spalla anche se è pur vero che, diversamente, alcune patologie, di questa importante regione anatomica, possono svilupparsi più facilmente in questa epoca di vita che in una età più avanzata.

 

Sta di fatto che nella cosiddetta “terza età”, ovvero tra i 60 e 75 anni, i processi di invecchiamento di tutti i tessuti anatomici influiscono molto sulla nutrizione, sul metabolismo e, di conseguenza, anche sul sistema circolatorio sostenendo e contribuendo alla disfunzione di diversi apparati del corpo umano e, nello specifico, dell’articolazione di spalla.

 invecchiamentoSe in un epoca giovanile si è più “forti” nel sostenere attività lavorative e sportive, con gli anni diminuisce la capacità dei tessuti e si è più predisposti allo sviluppo di patologie tipiche dell’età avanzata.

Se al normale processo di invecchiamento si aggiunge il fatto che ad aggravare la situazione intervengono fattori come l’uso smodato dei muscoli, dei tendini, dei legamenti e della capsula, nella giovane età, è anche vero che questi accrescono i danni sull’articolazione, si comprende bene come una buona prevenzione migliori la salute allorquando si è meno giovani.

 

Nella mia pratica di Chirurgo della Spalla, capita di frequente di raccogliere dati anamnestici di pazienti nella fascia di età senile con dolore di spalla che, non avendo tarato bene la loro età con lo sforzo fisico, hanno sviluppato una sintomatologia dolorosa di spalla.

 Nella popolazione viene considerato, in linea generale, che i dolori siano originati dalle ossa.

Questo articolo ha lo scopo di informare che la maggior parte dei problemi alla spalla nella “terza età” coinvolgono: tendini, muscoli, legamenti, capsula articolare e in minor misura l’articolazione inteso come danno artrosico. 

 dolore di spalla

 Le cause principali di dolore di spalla nella fascia di età compresa tra i 60 e 75 anni sono:

  1. Tendinite
  2. Borsite
  3. Capsulite
  4. Sinovite
  5. Artrite
  6. Artrosi
  7. Esiti post traumatici

 

 SINTOMATOLOGIA

Il dolore è il sintomo più comune dei pazienti con questi problemi alla spalla. Il dolore comincia sordo per lo più ed è peggiorato da cambiamenti di posizione del braccio.

La sintomatologia è aggravata se si porta il braccio sopra la testa. Questa si accresce ancor più nel sollevare oggetti pesanti, un uso continuo e ripetitivo dell’articolazione e dormendo sulla spalla sofferente.

 

La debolezza è un altro sintomo comune che può manifestarsi contemporaneamente o successivamente al dolore. Di solito, pur in associazione alla patologia di base, è più evidente in quei pazienti che hanno un coinvolgimento della cuffia dei rotatori e si esprime soprattutto quando si cerca di abdurre o sollevare il braccio sopra la testa

 

Sensazione di crepitio, click, ecc possono essere il risultato di lesioni pregresse dei tessuti che hanno poi esitato in cicatrici anomale.  

 

In alcune patologie, come la capsulite e la sinovite, può comparire una certa rigidità. Questa segue un andamento variabile a seconda del grado di sofferenza e di eventuali trattamenti terapeutici intrapresi. 

 

DIAGNOSI

Stabilire una corretta diagnosi è alla base di ogni processo di guarigione. Individuare la reale origine della sintomatologia è assolutamente il punto fondamentale di partenza per sviluppare un progetto terapeutico che porta alla soluzione della patologia.

L’inizio del percorso diagnostico comincia con una precisa raccolta anamnestica (fondamentale e non trascurabile), segue la visita clinica con la valutazione dei test specifici per la spalla, la richiesta delle necessarie indagini strumentali (RDX, ECO, TC, RM) che lo specialista riterrà valide per suffragare la sua ipotesi diagnostica.

 

TERAPIA

La terapia proposta si basa sulla diagnosi precisa effettuata e, di solito, è conservativa. Solo in casi particolari è indicato il trattamento chirurgico che è, per lo più, realizzato per via artroscopica.

La terapia conservativa consiste in: riposo articolare, terapia farmacologica con FANS, terapia antidolorifica (solo in casi gravi), iniezione di sostanze farmacologiche nei tessuti (infiltrazioni).

La terapia chirurgica artroscopica può essere, a volte, necessaria anche quando la terapia conservativa ha fallito; può essere utile per perfezionare la diagnosi identificando e risolvendo, nello stesso tempo, il problema. 

 

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