Gli acufeni costituiscono una patologia frequente che interessa indifferentemente i due sessi, tutte le età e riconosce varie cause: le più frequenti sono post-traumatiche (trauma cranico e trauma acustico), vascolari, virali; le cause più banali un tappo di cerume o un'otite catarrale (quest'ultime determinano ovviamente un disturbo temporaneo).

Classica è la distinzione fra acufeni soggettivi (percepiti solo dal soggetto) e oggettivi (percepiti anche all'esterno: scrosci articolari).

La diagnosi è oltremodo difficile: l’esame audio-impedenzometrico potrà evidenziare un danno uditivo settoriale coincidente con la frequenza dell’acufene; l’acufenometria potrà indicare la frequenza e l’intensità dell’acufene; l’ecodoppler TSA, la presenza di stenosi vascolari arteriose significative; gli accertamenti ematochimici, in primis l’assetto lipidico, può giustificare un danno al microcircolo; gli accertamenti strumentali (TC Rocche petrose o RM encefalo, orecchio interno, condotti uditivi interni e angolo pontocerebellare), ci consentono di risalire a traumi significativi dell’orecchio medio o a neurinomi dell’ottavo nervo cranico (vestibolo-cocleare) o a conflitti neurovascolari.

Il trattamento difficilmente potrà essere causale stante la estrema difficoltà nel risalire alle cause che hanno determinato gli acufeni. Un cenno a parte merita il TRT (Tinnitus Retraining Therapy, letteralmente terapia di riabilitazione dall'acufene).

In pratica si tratta di un protocollo che prevede l’arricchimento sonoro ambientale, grazie al quale si può distrarre il cervello dall'ascolto dell'acufene associato a terapia psicologica. La TRT richiede un periodo di 12-18 mesi per il suo pieno svolgimento e l'arricchimento sonoro può essere effettuato con generatori sonori ambientali, generatori sonori personali o con particolari apparecchi acustici in caso di perdita dell'udito anche lieve.