Il fumo passivo e le problematiche che comporta è un argomento affrontato da sempre, dalle comunità scientifiche e dai Mass Media, specie per quanto riguarda i danni procurati ai bambini. Veniamo ad analizzare alcuni punti salienti.

Analisi del fumo passivo

Le sostanze tossiche contenute in questo mix chimico sono circa 4000, quasi tutte irritanti. Circa 60 di queste sono sospette di cancerogenicità. La nicotina, tanto per citarne una, forse quella più conosciuta, è contenuta maggiormente nel fumo passivo anzichè in quello attivo.
Annoveriamo poi il micidiale 4-aminobifenile, agente fortemente sospettato nell'insorgenza del cancro alla vescica. Il benzopirene, coinvolto nel meccanismo di insorgenza del cancro al polmone, della cute e nelle leucemie. Sostanze radioattive, quali il micidiale polonio. Da ultimi studi si è visto che queste sostanze rimangono nell'ambiente, impregnando tessuti e tendaggi per molte ore, nonostante una accurata ventilazione ambientale.

Effetti sui bambini

Sono davvero tanti e tutti di notevole gravità. I bambini sottoposti al fumo passivo, quasi sempre per presenza di genitori fumatori, vengono coinvolti in molteplici patologie. Le bronchiti e le polmoniti aumentano di 150 volte nei bambini soggetti al fumo passivo, specie nel 1° anno di vita. Si verificano poi le otiti medie purulente con una percentuale del 58% in più. Queste otiti spesso divengono ricorrenti, con rischio di perdita dell'udito.

E' stato visto che lo streptococco beta emolitico del gruppo A alberga molto più facilmente nella faringe dei bambini sottoposti a fumo passivo. Questo batterio, come si sa, è in causa nella patogenesi della malattia reumatica e della glomerulonefrite. Altri studi hanno evidenziato una maggiore incidenza di leucemie e linfomi. Il fumo passivo è implicato nell'insorgenza di faringiti, laringiti e una maggiore suscettibilità a contrarre l'influenza.

Fumo in gravidanza

E' accertato che determina una riduzione del peso neonatale di almeno 200 grammi. Aumenta il rischio di SIDS di almeno 2-3 volte

In considerazione di tutto questo, non bisogna mai stancarsi di proporre campagne di informazione e prevenzione.

 

Bibliografia

  • Veneziano-Mayer- Greco-Medico e Bambino n. 5 -2000
  • Panizon- Medico e Bambino genn 2003
  • Cantarutti-Toffol-Medico e Bambino 2003