I bambini obesi in Italia sono in aumento. Quasi uno su tre è in sovrappeso o obeso. Questa condizione, considerata di fatto una vera e propria malattia, può essere "essenziale" nel 95% dei casi o "secondaria". In quest'ultimo caso è collegata a malattie genetiche o endocrine.

Il bambino si definisce obeso quando il BMI (body Mass Index) supera il valore di 28 e quando i valori della circonferenza vita eccedono di molto i limiti normali. Quest'ultimo parametro attualmente è ancora più attendibile del BMI.

Il bambino obeso viene considerato già un bambino malato, in quanto l'eccesso di tessuto grasso innesca tutta una serie di conseguenze davvero pericolose: fondamentalmente si assiste a modificazioni metaboliche che alterano la produzione di insulina, determinano eccesso di grassi nel sangue, in special modo il colesterolo cattivo, innalzano i valori della pressione arteriosa, facilitano la degenerazione grassa del fegato, la steatosi epatica.Tutto questo alterato meccanismo comporta possibile insorgenza di diabete mellito, ipertensione arteriosa, vasculopatia coronarica precoce, sofferenza articolare. Anche l'aspetto psicologico non va sottovalutato: il bambino obeso vive la sua condizione con evidente frustazione.

 

CAUSE DELL'OBESITA'

La prima è l'anomalo introito di alimenti, la seconda la scarsa attivita' fisica.I bambini cadono in questa spirale micidiale in quanto trascorrono ore ed ore dinanzi alla TV o al computer, consumando alimenti in modo incontrollato:Su quest'ultimo aspetto, uno studio tedesco  condotto nel 2012 ha dimostrato che, alla base di questo eccessivo introito di alimenti nel bambino in sovrappeso, vi è una alterata percezione del gusto, questo porta ad assumere più cibo per sentirsi soddisfatti e ritarda l'impulso di rifiutarlo.

 

ALTERAZIONI ANATOMICHE

Le alterazioni anatomiche nel bambino obeso sono diverse da quelle dell'adulto obeso: nel primo caso si assiste ad una moltiplicazione degli adipociti, le cellule che immagazzinano il grasso.Nell'adulto la moltiplicazione degli adipociti è minore, vi è prevalentemente un ingrossamento degli adipociti preesistenti.Questa differenza anatomica condiziona negativamente la risposta alla dieta, favorendo nel bambino che non segue una dieta costantemente, un riaccumulo di grasso  maggiore.

 

PRINCIPI TERAPEUTICI

I cardini della terapia sono:

1) dieta bilanciata, che deve essere normo-o ipocalorica in base all'età del bambino e al suo grado di obesità

2)L'attività fisica

Gli sport da preferire sono quelli di tipo aerobico, quali il basket, il nuoto e la danza.Si ricordi che l'attività motoria deve prolungarsi per almeno 45 minuti, il tempo necessario utile alla metabolizzazione del grasso in eccesso.All'attività sportiva va affiancato uno stile di vita dinamico. In tal senso è utile la partecipazione costante dei genitori, facendo rispettare sane abitudini alimentari, non facendo mai mancare la prima colazione, evitando alimenti e bevande zuccherate, incrementando l'introito di frutta e verdura, ma soprattutto limitando il tempo da trascorrere al computer.

E' fondamentale che i bambini si abituino a camminare a piedi.Anche un adeguato riposo notturno è utilissimo nella prevenzione dell'obesità.Un sonno insufficiente altera la secrezione ormonale con produzione di grelina, ormone di origine gastro-pancreatica, responsabile dell'aumentato stimolo a mangiare.

Per quanto riguarda l'allattamento al seno materno, uno studio prospettico canadese che ha seguito la crescita staturo ponderale di circa 18000 neonati, ha potuto chiarire che purtroppo l'allattamento al seno materno non diminuisce i rischi di insorgenza dell'obesità, come si credeva erroneamente in passato, nè influisce sulla statura definitiva dei bambini.