Il pesce contiene proteine nobili e nutrienti fondamentali per una ottimale crescita del bambino,ma possiede delle insidie pericolose per la salute come una infezione da parte di vermi parassiti che attaccano l'apparato digestivo e non di rado possono scatenare reazioni allergiche: è il caso del cosiddetto ANISAKIS, verme di colore bianco-rosato,di lunghezza da 1 a 3 cm che si ritrova spesso arrotolato nella carne del pesce.

Le uova di questo parassita vengono ingerite da crostacei,che formano il cosiddetto krill. I crostacei infetti vengono ingeriti dai pesci che svilupperanno il parassita nella loro carne.I pesci più infestati risultano essere:

pesce sciabola,lampuga,ricciola, pesce spada,merluzzo,nasello,sardina,sgombro,rana pescatrice ma potenzialmente tutti i pesci potrebbero esserne infestati. Le larve del parassita possono essere eliminate dallo stomaco umano ma possono penetrare nella mucosa gastrica e provocare forti dolori addominali,nausea, vomito, quindi una sintomatologia che potrebbe mimare un attacco appendicolare. Se riescono a passare nell'intestino possono provocare una sintomatologia simile al morbo di Crohn e possibile perforazione intestinale. Alcune volte la sensibilizzazione del parassita può innescare una reazione allergica, mediata da immunoglobuline IgE, con orticaria, dermatiti, congiuntiviti e addirittura schock anafilattico. La diagnosi della parassitosi si avvale di esami strumentali tra cui l'esofago-gastro-duodenoscopia.

Il maggiore pericolo è rappresentato dalla ingestione di pesce crudo come sushi e sashimi o pesce poco cotto. Le pratiche di conservazione del pesce come la marinatura,la salatura e l'affumicazione espongono al rischio di infezione.

La prevenzione consiste nel congelare il pesce a temperatura di almeno -20 gradi C per almeno 7 giorni. A questo proposito è bene sottolineare che spesso i comuni congelatori del frigorifero non arrivano a queste temperature. La cottura del pesce con carne doppia di 3 cm va effettuata con bollitura per almeno 10 minuti.

Prevenire è meglio che curare.