Le droghe oppiacee "di strada" sono la voce principale nelle richieste di trattamento per la tossicodipendenza. Morfina prima ed eroina poi sono i tipi principali di oppiacei da strada. Esistono però preparati oppiacei di derivazione farmaceutica che, specialmente in alcuni territori e in alcuni ambienti, diventano cause importanti di tossicodipendenza e di "incidenti" legati all'intossicazione. Le carte in tavola sono sempre le stesse più o meno, basti pensare che la morfina, già nota sia come medicinale che come droga ricreativa, ha due storie parallele, di cui una medica terminata con la realizzazione di preparati a lento rilascio, e una non medica culminata con l'eroina. Il caso più recente di oppiaceo di strada, il krokodil che produce disfacimento dei tessuti e reazioni allergiche gravi, altro non è che metil-morfina.

Di solito gli oppiacei ad uso medico sono regolamentati, quindi non possono essere acquistati liberamente né prescritti su ricette semplici e senza controlli. Alcuni oppiacei sono ristretti all'uso ospedaliero, o prescrivibili solo da parte di medici autorizzati: si tratta di oppiacei "potenti" e disponibili in preparazioni a rapido o lento assorbimento. Altri oppiacei più "deboli" o preparati in dosi più basse sono invece prescivibili con minori restrizioni. Vi sono poi preparati in libera vendita.

 

L'abuso di oppiacei medici segue due filoni. Il primo è quello dei tossicodipendenti, o ex tossicodipendenti, che anziché utilizzare eroina ricorrono a questi prodotti di per sé legali. L'altro filone, più sommerso, è quello di persone che iniziano ad usare oppiacei perché vi hanno accesso (medici o pazienti in cura per dolore, tosse, o altro) e successivamente si sviluppano un attaccamento patologico. Una categoria a particolare rischio sono gli anestesisti, che hanno un accesso professionale a molti tipi di prodotti oppiacei, alcuni ad alto rischio.

I casi di tossicodipendenza da oppiacei di derivazione farmaceutica sono in aumento. Da un 7% di tutti i casi di tossicodipendenza da oppiacei nel 1995 sono passati al 21% nel 2005, e dall'1 al 4% di tutte le tossicodipendenze registrate (da qualsiasi sostanza).

Prodotti comuni sono la codeina (metilmorfina), il viminolo (Dividol), l'idrocodone (Vicodin), il tramadolo il fentanyl iniettivo. Spesso, per potenziare gli effetti di questi prodotti, quando non ne hanno grande disponibilità, le persone dipendenti vi abbinano alcol o sedativi (benzodiazepine).

Tra i personaggi popolari, il Dr. House ad esempio è un consumatore abituale di Vicodin, e lo stesso Vicodin è una delle sostanze di cui parla Eminem nei suoi primi dischi, al punto da includerne un disegno in una delle copertine. Il 64% dei tossicodipendenti (americani) ha utilizzato nella propria storia l'idrocodone, o da solo o nella combinazione con acetaminofene commercializzata come Vicodin.

Un terzo filone, scarso perché altamente controllato, è quello dell'abuso di medicinali oppiacei tra coloro che li ricevono come cura per la tossicodipendenza, cioè i pazienti trattati con metadone e buprenorfina. Questi pazienti, che teoricamente sono ad alto rischio di abuso, divengono a basso rischio quando, per effetto della cura, il loro desiderio patologico di oppiacei si estingue, e comunque sono in condizioni di non poterne sentire gli effetti. La buprenorfina aveva un certo potenziale che non è propriamente "di abuso": se consegnata in maniera non controllata a persona in trattamento che non rispondono bene al trattamento, o in dosi inutilmente elevate, può essere consumata dalla persona stessa in un modo non terapeutico, cioè per via iniettiva, e divenire una droga d'abuso (rapida anziché lenta). Oppure, può essere ceduta ad altri che la usano per via iniettiva, di solito tossicodipendenti non abituati ad alte dosi, raramente come prima sostanza oppiacea.

 

Le persone che sviluppano una tossicodipendenza da oppiacei vanno distinti non tanto in base alla sostanza, ma al comportamento. Se il comportamento indica una tossicodipendenza (che è una diagnosi comportamentale), la persona va indirizzata al trattamento. Poiché talvolta le persone dipendenti da oppiacei farmaceutici, per motivi sociali o biografici, non tendono a rivolgersi alla strada per sostituire gli oppiacei abituali con altri (eroina), possono più facilmente passare alla dipendenza da sostanze più disponibili, come sedativi e alcol, con esiti organici peggiori rispetto alla dipendenza da oppiacei.

Scopo del trattamento è anche di prevenire questo tipo di evoluzione.