Ogni anno in primavera si cambia l’ora dell’orologio (ora legale) per ragioni economiche: risparmio energetico (daylight saving time). L’ultima domenica di marzo e, a fine estate, l’ultima domenica di ottobre si spostano le lancette dell’orologio: prima in avanti perdendo un’ora di sonno ma guadagnando un’ora di luce, e poi il contrario alla fine dell’estate, si spostano le lancette indietro guadagnando un’ora di sonno e luce (fa luce più tardi, inutile svegliarsi prima e usare la corrente elettrica). Questo cambiamento d’ora prende anche il nome di ora estiva (summer time) per il periodo dell’anno in cui avviene lo spostamento delle lancette. In altre parti del mondo cambiano un po’ le date, ad esempio il 9 marzo in Canada, la seconda domenica di marzo e la prima domenica di novembre negli Stati Uniti, ma il risultato è lo stesso. Quando l’ora coincide con quella del fuso orario di riferimento si chiama ora solare, ed in genere è l’ora invernale.

La necessità di risparmiare gasolio durante la Prima Guerra Mondiale aveva portato alla nascita dell’ora legale in Europa, nel 1916 in Italia. Con alterne vicende in Italia è entrata definitivamente in vigore con una legge degli anni ’60 a causa della crisi energetica [1, 2, 3, 4].
In Europa attualmente la adottano tutti gli Stati membri, Svizzera compresa. Invece la Russia (seguita dalla Bielorussia) nel 2011 ha deciso di adottare la sola ora legale perché quella solare sarebbe stata causa di stress, non senza polemiche interne [5].

 Mondo e fusiorari
(fonte Wikipedia [1])

    • In azzurro gli Stati che adottano il cambio d'ora.
    • In arancione gli Stati che hanno utilizzato il cambio d'ora in passato.
    • In rosso gli Stati in cui non vi è mai stato il cambio d'ora.

 

Avrete notato che in questi giorni, ancor prima dell’arrivo della primavera, le giornate si stanno allungando e la mattina fa luce sempre prima spesso svegliandoci prima del tempo. Avanzando le lancette si utilizzerà l’ultima ora del sonno con meno luce mentre la sera si guadagnerà un’ora di luce ritardando l’utilizzo della corrente elettrica. Lo spostamento dell’ora riflettendo l’allungamento e accorciamento naturale delle giornate, permetterebbe di non svegliarsi prima con la luce la mattina nel periodo estivo e di accendere più tardi le lampadine dopo il tramonto con un conseguente risparmio energetico.


The idea is to have people up and about during the longer daylight hours, to save energy and increase productivity” scrive il New York Times [4].

Ma è proprio così? Aumenta la produttività? Cosa succede all’organismo quando si cambia l’ora?

Il cambiamento d’ora si chiama ora legale perché è imposto artificiosamente e non segue l’andamento delle ore naturali. Si sa che gli organismi viventi utilizzano la luce solare per poter vivere e per poter sincronizzare numerose funzioni biologiche e permettere in questo modo la vita sulla terra come è da milioni di anni.

Nel nostro organismo vi sono delle funzioni neurochimiche, ormonali, che seguono la luce solare sincronizzando il ciclo sonno-veglia e regolando il funzionamento di tutta una serie di funzioni automatiche.

 

Cambiare artificialmente questi ritmi naturali ha un impatto sull’organismo?

Gli studiosi che si sono occupati dell’argomento non hanno punti di vista univoci. Se consideriamo il piano energetico è chiaro che vi sia un risparmio di energia ma occorre anche prendere in considerazioni gli effetti sull’attività umana per valutare se il risparmio energetico non sia vanificato dagli effetti negativi sulla salute.

Sotto questo aspetto ancora non si è unanimamente d’accordo. Da una parte vi sono quanti sostengono gli effetti positivi del cambiamento d’ora con ricerche che hanno messo in evidenza una riduzione del numero di incidenti stradali [6, 7, 8] e sul lavoro [9, 10]. Anche se i risultati restano incerti [11].

Da un'altra parte vi sono degli studiosi che valutano gli aspetti negativi sulla salute umana. Un quarto della popolazione mondiale è esposta al cambiamento artificioso dell’ora due volte all’anno [12]. Tra queste persone esposte al daylight saving time, in una quantità mal definita numericamente degli studiosi hanno riscontrato alterazioni di adattamento perché il daylight saving time e il normale cambiamento solare dovuto alle stagioni non coincidono con conseguente distruzione del naturale adattamento umano alla luce naturale (desincronizzazione) e probabilmente con alterazioni di altri parametri biologici che dipendono dalla luce e dalle stagioni [12].

Non è inusuale sentire delle persone lamentarsi del cambiamento d’ora, lamentare stanchezza, nervosismo, e la presenza di sintomi sgradevoli legati al cambiamento dei ritmi del ciclo sonno-veglia (difficoltà nel sonno) con difficoltà ad adattarsi al nuovo orario e di conseguenza minore produttività, per un periodo di tempo variabile da alcuni giorni a diversi mesi.

Nelle persone poi che soffrono già naturalmente di un disturbo stagionale legato al cambiamento della durata delle giornate (cioè che hanno più difficoltà ad adattarsi al ritmo narturale delle stagioni), potrebbero manifestarsi oltre alle alterazioni del ritmo circadiano con l’aumento dei problemi di insonnia, anche dei veri e propri disturbi dell’umore che nei paesi nordici sono conosciuti come disturbi affettivi stagionali (SAD dall’aconimo inglese “seasonal affective disorders”). Ma questo merita un post a parte.

L’aumento della frammentazione del sonno e della latenza del sonno rappresentano un effetto cumulativo sulla perdita di sonno almeno la settimana successiva o anche settimane seguenti il cambiamento d’ora, se non talvolta più a lungo [13]. Il cambiamento in autunno ugualmente suggerisce una perdita netta di sonno durante almeno una settimana [13].

Evidenze indirette dimostrano un aumento del tasso di incidenti della circolazione e in cambiamenti di comportamenti legati alla salute che potrebbero essere correlati all’alterazione del sonno, suggerendo che l’adattamento al cambiamento d’ora non è immediato né senza conseguenze [13]. Questi risultati concordano con precedenti studi che suggerivano che l’essere umano è sensibile anche ai piccoli cambiamenti dei ritmi circadiani [14].

Sono stati ipotizzati anche dei cambiamenti nei mercati il lunedì successivo al cambiamento d’ora ma gli studi sono contrastanti [15, 16] mentre sembra che il cambiamento d’ora abbia delle ripercussioni negative sulle abitudini nello svolgere attività fisica in una quota di popolazione portando in generale ad una riduzione dell’attività fisica stessa [17]

Ancora gli studiosi del sonno insistono nel dire che vi possono essere delle alterazioni delle performance cognitive e quindi anche del rendimento scolastico tanto da sconsigliare esami nella settimana immediatamente successiva al cambiamento d’ora [18].

Alcuni ricercatori si sono spinti più lontano notando un incremento anche di altri problemi di salute come accidenti miocardici (infarto) sebbene non tutti gli studiosi siano concordi sue questi aspetti [19, 20]. 

In conclusione non è ancora ben definito l’effetto sulla salute umana di questi cambiamenti d’ora anche se intuitivamente si possa pensare che non siano del tutto innocui. D’altronde già l’utilizzo della corrente elettrica e di conseguenza la possibilità di alterare il ciclo sonno-veglia artificialmente ha portato alcuni studiosi ad ipotizzare l’aumento di incidenza di alcuni disturbi minori e maggiori dalla semplice insonnia a disturbi d’ansia e dell’umore (depressione e disturbo bipolare) cui alcuni di noi sarebbero più sensibili di altri.

 

Fonti

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Ora_legale 

[2] http://en.wikipedia.org/wiki/Summer_Time_in_Europe 

[3] http://en.wikipedia.org/wiki/Daylight_saving_time_by_country 

[4] http://topics.nytimes.com/top/reference/timestopics/subjects/d/daylight_saving_time/index.html 

[5] http://latitude.blogs.nytimes.com/2012/10/01/will-russia-restore-daylight-saving-time/?ref=daylightsavingtime 

[6] Huang A, Levinson D. The effects of daylight saving time on vehicle crashes in Minnesota. J Safety Res, 2010; 41 (6): 513-20.

[7] Lahti T, Nysten E, Haukka J, Sulander P, Partonen T. Daylight saving time transition and road traffic accidents. J Environ Public Health, 2010; 2010: 657167.

[8] Feguson SA, Preusser DF, Lund AK, Zador PL, and Ulmer RG. Daylight saving time and motor vehicle crashes: the reduction in pedestrian and vehicle occupant fatalities. Am J Public Health. 1995; 85 (1): 92–95.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1615292/pdf/amjph00439-0094.pdf 

[9] Lahti T, Sysi-Aho J, Haukka J, Partonen T. Work-related accidents and daylight saving time in Finland. Occup Med (Lond). 2011; 61 (1): 26-8.

[10] Morrassaei S, Smith PM. Switching to daylight saving time and work injuries in Ontario, Canada: 1993-2007. Occup Environ Med, 2010; 67 (12): 878-80.

[11] Barnes CM, Wagner DT. Changing to daylight saving time cuts into sleep and increases workplace injuries. J Appl Psychol, 2009; 94 (5): 1305-17.

[12] Kantermann T, Juda M, Merrow M, Roenneberg T. The human circadian clock’s seasonal adjustment is disrupted by daylight saving time. Curr Biology, 2007; 20; 17 (22): 1996-2000.

http://cbn.eldoc.ub.rug.nl/FILES/root/2007/CurrBiolKantermann/2007CurrBiolKantermann.pdf 

[13] Harrison Y. The impact of daylight saving time on sleep and related behaviours. Sleep Med Rev, 2013; S1087-0792 (12) 00114-1. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23477947

[14] Burgess HJ, Legasto CS, Fogg LF, Smith MR. Can small shifts in circadian phase affect performance? Appl Ergon. 2013; 44 (1): 109-11. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22695081 

[15] Berument H, Dogan N. Effects of daylight saving time changes on stock market volatility: a reply. Psychol Rep, 2011; 109 (3): 863-78.

[16] Kamstra MJ, Kramer LA, Levi MD. Effects of daylight-saving time changes on stock market volatility: a comment. Psychol Rep, 2010; 107 (3): 877-87.

[17] Rosemberg M, Wood L. The power of policy to influence behavior change: daylight saving and its effect on physical activity. Aust N Z J Public Health, 2010; 34 (1): 83-8.

[18] Schneider AM, Randler C. Daytime sleepiness during transition into daylight time in adolescent: are owls higher at risk? Slepp Med, 2009; 10 (9): 1047-50.

[19] Janszky I, Ljung R. Shifts to and from daylight saving time and incidence of myocardial infarction. N Engl J Med 2008 Oct 30;359(18):1966-8. http://www.nejm.org/doi/pdf/10.1056/NEJMc0807104 

[20] Janszky I, Ahnve S, Ljung R, Mukamal KJ, Wallentin L, Stenestrand U. Daylight saving time shifts and incidence of acute myocardial infarction--Swedish Register of Information and Knowledge About Swedish Heart Intensive Care Admissions (RIKS-HIA). Sleep Med, 2012; 13 (3): 237-42. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22285108