Introduzione

Disturbo di Personalità Borderline (BPD) e Disturbo Bipolare II (BD II) condividono notoriamente vari aspetti quali fasi depressive, impulsività, reazioni spesso esagerate, incostanza ed altre. Soprattutto però, prevedono approcci terapeutici sostanzialmente diversi con un'indicazione principalmente psicoterapica per il primo (con eventuali interventi farmacologici sintomatici in fasi specifiche) e principalmente farmacologici per il secondo (con una eventuale psicoterapia associata). Queste implicazioni terapeutiche rendono fondamentale una corretta diagnosi differenziale tra i due disturbi.

 

Orientamente diagnostici prevalenti negli scorsi anni

Se la cultura psicanalitica e la diagnostica psichiatrica di 20 anni fa privilegiava senz'altro la diagnosi di BPD e sottostimava grandemente, se non addirittura escludeva a priori, i casi di DB II, bisogna riconoscere che l'avvento della scuola organicista nordamericana degli anni '90 ha focalizzato la diagnosi soprattutto sulle varie forme di Disturbo Bipolare, erodendo fin troppo la periferia dell'area Borderline e conducendo, a sua volta, a terapie inappropriate.

Attualmente mi piace pensare che si affronti il quesito diagnostico con meno pregiudizi, maggior informazione, realismo clinico e orientamento diagnostico rivolto solo al possibile vantaggio terapeutico per il paziente. Purtroppo così non è sempre, psicoterapeuti "fondamentalisti" continuano a considerare il Disturbo Bipolare, soprattutto nelle forme attenuate, poco più di un artificio per "medicalizzare" i pazienti. Psichiatri "organicisti ad oltranza" rifiutano praticamente il concetto di Disturbo di Personalità e trattano con un approccio esclusivamente farmacologico anche quei pazienti che potrebbero evidentemente trarre maggior beneficio da una psicoterapia mirata, associata o meno ai farmaci.

 

Conclusioni

In un quadro siffatto, molto utile senz'altro è la diffusione di indicatori diagnostici (purtroppo gli esami strumentali dell'encefalo non hanno ancora raggiunto la dignità di indagini sufficientemente attendibili ed utilizzabili per la routine diagnostica) semplici ed affidabili per distinguere i due disturbi con ragionevole certezza.

Esistono infiniti studi a riguardo e, nel tempo, la diagnosi è diventata sostanzialmente attendibile (salvo, forse, per quei professionisti un po' "estremisti" cui accennavo prima). Mi è piaciuto, recentemente, un lavoro di review a cura di Bayes et al (Clinical Differentiation of Bipolar II Disorder From Borderline Personality Disorder. Adam Bayes, Gordon Parker, Kathryn Fletcher in Current Opinions in Psychiatry. 2014;27(1):14-20) che conclude riassumendo i numerosi parametri che aiutano la corretta diagnosi, sottolineando poi l'importanza di tre aspetti che differenziano BPD e BDII apparentemente in maniera più affidabile degli altri parametri:

1- Nel DBII ricorrono episodi ipomaniacali più spesso che condizioni croniche di tipo disforico

2- La depressione del DBII è solitamente melancolica piuttosto che "reattiva" come nel BPD

3- Il DBII ha solitamente un esordio ben individuabile con un episodio depressivo o ipomaniacale, il BPD emerge gradualmente molto presto, quasi evoluzione di tratti temperamentali e personologici presenti praticamente da sempre.