Introduzione

Esistono spesso disturbi evidenti (Depressione, Disturbo ossessivo-compulsivo, Psicosi, etc) che concomitano con "tratti" e sintomi attenuati di altri disturbi che, pur non sufficienti per una diagnosi di patologia psichiatrica vera e propria, andrebbero tenuti in considerazione nell'ottica di una terapia più mirata e quindi meglio tollerata e più efficace. Alcuni di questi disturbi "sottosoglia" possono essere trascurati senza particolari problemi mentre altri hanno maggiori implicazioni pratiche (un esempio sono i predittori di possibile sviluppo di un Disturbo Bipolare quando ci accingiamo a curare quello che sembra un "semplice" episodio depressivo unipolare).

 

Sintomi dello "spettro panico-agorafobico"

Una situazione frequente è la concomitanza di un disturbo a piena espressività con sintomi e segni del Disturbo da Attacchi di Panico (DAP) che non soddisfano i criteri diagnostici del disturbo stesso, in assenza di crisi vere e proprie o in presenza – nella storia del soggetto - di crisi attenuate verificatesi in un più o meno lontano passato, magari allora diagnosticate come "ansia prestazionale", "labirintite", "colon irritabile", "vertigini", "ipocondria" e così via.

 

Implicazioni della presenza di sintomi attenuati del DAP

Molti pazienti che si rivolgono allo Psichiatra per un episodio Depressivo convivono (a volte da molto tempo) con sintomi dello "spettro panico agorafobico". La familiarità per disturbi d'ansia e/o DAP vero e proprio è talvolta presente, così l'anamnesi per intolleranza agli antidepressivi ("dottore sono allergico ai farmaci"...) ed a sostanze (stimolanti in genere, nicotina, caffeina, etc). Ancora, sintomi claustrofobici sfumati con intolleranza a costrizioni quali cravatta, abiti stretti, talvolta ingessature e fasciature limitanti. Ipocondria secondaria al panico, necessità di portare con sé acqua, ansiolitici; pianificazione del tragitto in base alla reperibilità di servizi igienici e così via.

Altre volte questi soggetti sono polarizzati sulla respirazione, con frequenti verifiche della pervietà delle primissime vie respiratorie e abuso di spray nasali, oppure sulla capacità di deglutire che talvolta verificano con complesse manovre e che comporta spesso la necessità di prescrivere terapie con farmaci somministrabili in gocce anzichè capsule o compresse (talvolta assunte ma previa fine triturazione).

Questi ed altri "indicatori" possono aiutarci a scegliere un antidepressivo più appropriato e verosimilmente meglio sopportato, iniziato a dosi più basse del solito, così come possono aiutarci ad evitare di indurre delle crisi di panico con farmaci troppo "attivanti", uso e sospensione disinvolti delle benzodiazepine, alcune tecniche di rilassamento inadatte (che, pur utili in altre forme d'ansia, possono favorire invece le crisi di panico, probabilmente per la sensazione di abbandono con perdita del controllo che possono suscitare).

 

Conclusioni

Una maggior attenzione a segni e sintomi sfumati di disturbi "sottosoglia" non dovrebbe complicare la diagnosi o aumentare le "etichette diagnostiche" da attribuire al paziente, deve invece aiutare ad individuare una cura più mirata ai fini terapeutici e preventivi.

 

Bibliografia

Symptomatology of panic disorder: an attempt to define the panic-agoraphobic spectrum phenomenology. Cassano G.B. and Savino M., In "Psychopharmacology of panic", Oxford University Press (Oxford, New York, Tokyo), Montgomery S.A. ed, 1993.

Spectrum of anxiety disorders: diagnosis and pharmacologic treatment.
Karsnitz DB, Ward S. J Midwifery Womens Health. 2011 May-Jun;56(3):266-81.

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