Nel parlare delle “nuove droghe” si deve evitare di cadere in un equivoco. La novità può riferirsi al fatto che si tratta di nuove molecole, ma non significa che queste novità di mercato siano destinate a diventare le droghe più diffuse, né che lo siano mai state. Viceversa, il fatto una droga sia ormai conosciuta, non significa che sia fuori moda, perché la diffusione delle sostanze non dipende dalle “mode” e basta, ma anche da quanto la sostanza è in grado di far presa.

L'offerta, in altre parole, non è casuale, perché la domanda indotta non è uguale per qualsiasi sostanza provata: alcune sostanze sono biologicamente destinate a far presa. Se mai, i nuovi mercati possono “cambiare vestito” alle vecchie droghe, con due effetti: il primo è quello di evitare che i consumatori siano spaventati da ciò che già si conosce su quella sostanza; il secondo è di creare un effetto novità che stimola sempre comunque il primo consumo.

Attualmente l'eroina è in questa fase. Il consumo di eroina non è mai diminuito negli anni, ma negli ultimi anni in particolare è “tornato” sotto mentite spoglie, cioè l'eroina fumata. Non che non esistesse anche prima, ma quando si parla di eroina si associa automaticamente alla siringa, e viceversa. L'uso per via nasale o inalatoria è in verità quasi sempre il primo tipo di consumo di eroina, anche perché l'iniezione, oltre che più difficile, è anche più rischiosa.

Fumare e sniffare non sono la stessa cosa: sniffando l'assorbimento avviene dal naso, mentre l'inalazione porta la sostanza nei polmoni. Trattandosi di una quantità piccola di sostanza, sniffando e iniettando la sostanza è spesso “tutta” introdotta nel corpo, con la differenza che iniettando la dose introdotta corrisponde a quella che effettivamente arriva al sangue (tramite la siringa), mentre per naso una parte va dispersa. L'assorbimento nasale è più lento rispetto all'iniezione ovviamente.

In entrambi i casi, soprattutto con l'iniezione, si può avere overdose (immediata nell'iniezione). Fumare l'eroina è una pratica diversa. L'eroina è vaporizzata mediante riscaldamento su un foglio di carta stagnola (modalità più semplice) e consumata mano a mano che si vaporizza. L'assorbimento è rapido se l'inalazione è profonda, ma la quantità non è consumata “tutta insieme”, cosicché se la dose è eccessiva è probabile che la persona si addormenti mentre la sta consumando, e quindi si fermi in tempo, prima dell'overdose.

Un altro “filone” di consumo dell'eroina è quello che accompagna o deriva dal consumo di eccitanti (cocaina, amfetamine). I consumatori di cocaina possono usare l'eroina in combinazione, per far finire l'effetto della cocaina in maniera non fastidiosa, o per controbilanciare l'effetto ansiogeno e paranoide della cocaina. Il rischio di queste associazioni è anche che, quando l'effetto della cocaina decade, quello dell'eroina prevalga fino all'overdose.

Il potenziale di dipendenza è uguale. Va tenuto presente che la dipendenza si sviluppa per via non iniettiva, di solito, e il passaggio alla siringa è solo un modo per avere l'effetto con dosi minori, così da economizzare. Oggi forse questo aspetto conta di meno, perché il prezzo dell'eroina è sceso negli anni, e quindi “mantenere” una dipendenza costa di meno per quanto riguarda il prezzo della sostanza. E' quindi prevedibile che molti rimangano consumatori nasali o fumatori. Il passaggio all'iniezione può essere occasionale, ma non è sempre un passaggio definitivo.

Un caso particolare (di cui si è parlato per un periodo) era il kobret, eroina base fumata, e ricavata dai residui del processo di preparazione della normale eroina. In questo caso si ricorreva ad una preparazione diversa dell'eroina per i tossicodipendenti ormai altamente assuefatti, che ne ottenevano un effetto più concentrato. In soggetti non abituati questa variante induceva una dipendenza rapidamente aggressiva, poco funzionale alla creazione di un bacino di clienti affidabili e in grado di mantenere la propria dipendenza.

 

Trovare stagnola, strumenti per inalare e accendini dovrebbe far pensare ad un consumo di eroina. Questo può anche permettere di individuare un consumatore in fase pre-dipendenza o in uno stadio meno grave di una dipendenza già in atto, cioè prima che compaiano le siringhe e i buchi. Tuttavia va ripetuto che una tossicodipendenza può essere grave e conclamata anche in persone che fumano l'eroina.

 

Le terapie per la dipendenza da eroina non dipendono ovviamente dalla via di assunzione, per cui sono le stesse (terapie a lungo termine con agonisti, in Italia metadone orale e buprenorfina sublinguale),o, in alcuni casi particolari e meno gravi, antagonisti (naltrexone orale).

 

 

Testi divulgativi utili:

  • Giancane S. La malattia da oppioidi nell'era digitale. EGA, 2014.
  • M. Teresa Brugal, G. Barrio, L. De La Fuente, E. Regidor, L. Royuela, J. M. Suelves Factors associated with non-fatal heroin overdose: assessing the effect of frequency and route of heroin administration, Addiction, 2002; 97(3):319 – 327
  • D. Werb, T. Kerr, B. Nosyk, S. Strathdee, J. Montaner, E. Wood, The temporal relationship between drug supply indicators: an audit of international government surveillance systems, in BMJ Open, 2013, n. 3

Linee guida OMS sul trattamento della dipendenza da oppiacei: http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/43948/2/9789241547543_ita.pdf