Secondo una recente ricerca effettuata sulla popolazione statunitense e pubblicata sulla rivista Journal of Gambling Studies, i problemi correlati al gioco d'azzardo sarebbero molto più frequenti di quanto finora ritenuto; addirittura, nella popolazione sottoposta allo studio, il gambling (o gioco d'azzardo patologico) sarebbe più frequente dei problemi correlati all'alcool, che riceve molta più attenzione dai media, dai professionisti del settore e dalle politiche di programmazione sanitaria.

In particolare, dallo studio emerge che il gambling aumenta di frequenza durante l'adolescenza, per raggiungere i picchi massimi nei soggetti tra i 20 e i 30 anni, mentre è più raro negli individui che superano i 70 anni. Più frequentemente sono gli uomini a sviluppare problemi con il gioco, in misura quasi doppia rispetto alle donne, e in una fascia di età più precoce.

Riguardo alle condizioni socio-economiche, appare confermato che coloro che giocano di più sono i più poveri, probabilmente perchè il gioco viene (erroneamente) visto come una fonte di guadagno, mentre nelle classi sociali più abbienti prevale lo scopo ricreativo e diminuisce anche la frequenza del gioco d'azzardo.

Fonte: John W. Welte, Grace M. Barnes, Marie-Cecile O. Tidwell, Joseph H. Hoffman. Gambling and Problem Gambling Across the Lifespan. Journal of Gambling Studies, 2010; 27 (1): 49 DOI: 10.1007/s10899-010-9195-z