La Fibromialgia è un disturbo cronico caratterizzato da una sintomatologia complessa e altamente variabile da persona a persona.

I sintomi più comunemente riportati sono: 

  • dolore diffuso e migrante
  • tensione muscolare in numerose zone del corpo
  • astenia 
  • alterazioni della sensibilità (molto spesso si sperimenta una eccessiva percezione degli stimoli)
  • disturbi del sonno
  • stati ansiosi e dpressivi

Il dolore fibromialgiasi manifesta prevalentemente a livello della colonna vertebrale, delle spalle, del cingolo pelvico, delle braccia, dei polsi e delle cosce. Tipicamente il dolore fibromialgico non si riduce con l'utilizzo degli antidolorifici "tradizionali". La fibromialgia risulta nel tempo estremamente debilitante, andando ad interferire con il funzionamento sociale e lavorativo del soggetto affetto.
In passato raramente si poneva diagnosi di Fibromialgia e ancor più raramente ai soggetti che ne soffrivano veniva proposta una cura. Fortunatamente le cose sono cambiate.

In particolare, la ricerca scientifica ha evidenziato nei soggetti fibromialgici una riduzione dei livelli di serotonina; la serotonina, sarebbe responsabile anche dell'insorgenza dei sintomi di tipo ansioso e depressivo.

Gli antidepressivi svolgono la loro azione proprio modificando i livelli di serotonina; per questo sono diventati molto spesso il primo passo del trattamento farmacologico della fibromialgia. Al giorno d'oggi sono disponibili diverse molecole, solitamente si preferiscono gli antidepressivi inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI, ad esempio citalopram, paroxetina, sertralina) o gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SSNRI, duloxetina e venlafaxina). L'utilizzo di questi farmaci permette di ridurre contemporaneamente la sintomatologia dolorosa e psichica (ansia, depressione e disturbi del sonno).