L’ADHD, acronimo di Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività, è una condizione comportamentale caratterizzata da:

  • un livello di attenzione scarso, inadeguato per lo sviluppo
  • aspetti di iperattività e impulsività inappropriati all’età.

Inattenzione ed iperattività possono essere presenti contemporaneamente sebbene in alcuni casi si riscontri solo una delle due condizioni [1].

Nonostante l’ADHD venga considerato un ADHD-deficit-attenzione-iperattivitàdisturbo prettamente infantile, negli ultimi anni si è sempre più rafforzata la convinzione che tale disturbo possa riguardare anche la popolazione adulta.
Numerosi studi scientifici hanno confermato questa ipotesi [2]. Nonostante le crescenti evidenze, nella comunità scientifica c'è ancora molto dibattito riguardo questa entità nosologica.

Nel 90% dei bambini affetti da ADHD i sintomi permangono in qualche maniera anche in età adulta. [3] Il quadro sintomatologico nell'adulto tende, però, a modificarsi.

L’iperattività nell'adulto si esprime attraverso:

  • un’eccessiva irrequietezza
  • un’incapacità di restare seduti a lungo
  • la scelta di lavori che richiedono un grande dispendio energetico
  • la programmazione di un eccessivo numero di impegni. 

 

L’impulsività si trasforma in:

  • instabilità delle relazioni, sia personali sia lavorative
  • incapacità di modulare la rabbia e impazienza. 

Tipicamente questi adulti agiscono senza riflettere e sono costantemente alla ricerca di emozioni forti. [4] Questa instabilità sul piano relazionale porta ad un aumentato tasso di divorzi e ad avere difficoltà nel ruolo genitoriale. [5]

La disattenzione nell’adulto si manifesta con:

  • facile distraibilità
  • disorganizzazione e incapacità nella gestione del tempo (sono i classici "ritardatari cronici")
  • tendenza ad annoiarsi facilmente, dalla incapacità nell’organizzazione del tempo

Alcuni adulti con ADHD sono invece estremamente rigidi, stacanovisti e perfezionisti in maniera patologica. [4].
Nei giovani adulti con ADHD sono frequenti i problemi alla guida e scarso rendimento sul paino lavorativo (questi soggetti tendono ad essere più frequentemente licenziati) [6].

 

La prevalenza dell'ADHD nella popolazione pediatrica è circa del 5.29%; nell'adulto è invece attualmente stimata tra il 2% e il 5%. [6]

Il Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività/Impulsività risulta essere una patologia tutt’altro che infrequente. Questa patologia, tutt’ora poco conosciuta dalla maggior parte dei professionisti e sottovalutata nell’ambito della psichiatria dell’adulto, risulta avere un pesante impatto sulla qualità di vita del soggetto. 

 

BIBLOGRAFIA:

[1] H. Kaplan, B. Sadock e J. Grebb, Psichiatria - Manuale di scienze del comportamento e psichiatria clinica, Baltimore, Maryland, USA: Centro Scientifico Internazionale, 1997.

[2] R. Barkley, «Advances in the diagnosis and subtyping of attention deficit hyperactivity disorder: what may lie ahead for DSM-V,» Revista de Neurologia, vol. 48, n. Suppl 2, pp. S101-S106, 2009.

[3] J. M. E. F. S. Biederman, «Age-dependent decline of symptoms of attention deficit hyperactivity disorder: impact of remission definition and symptom type.,» Am J Psychiatry, pp. 157: 816-818, 2000.

[4] S. Kooij, S. Bejerot, A. Blackwell, H. Caci, M. Casas-Brugué, P. Carpentier, D. Edvinsson, J. Fayyad, F. K. e e. al., «European consensus statement on diagnosis and treatment of adult ADHD: The European Network Adult ADHD,» BMC Psychiatry, vol. 10, p. 67, 2010.

[5] L. Eakin, K. Minde, L. Hechtman, E. Ochs, E. Krane, R. Bouffard, B. Greenfiels e K. Looper, «The marital and family functioning of adults with ADHD and their spouses,» J Atten Disord, vol. 8, pp. 1-10, 2004.

[6] S. Kooij, Adult ADHD. Diagnostic assessment e treatment. Third edition., London: Springer, 2013.