I trattamenti psicoterapici per la depressione, inclusa la psicoterapia cognitiva, si rivelano utili solo per circa la metà dei pazienti che vi si sottopongono.

La possibilità di prevedere quali individui possano beneficiare maggiormente di un trattamento potrebbe essere molto utile per ridurre i tempi di recupero, evitare trattamenti inutili o inefficaci, e ridurre i costi totali delle cure.

Ricercatori della Università di Pittsburgh e della Università della Pennsylvania hanno pubblicato sulla rivista Biological Psychiatry i risultati della loro ricerca che propone un metodo rapido, economico e facile da applicare per predire la risposta positiva ad un trattamento con psicoterapia cognitiva per pazienti affetti da depressione ricorrente.

Gli occhi sono lo specchio dell'anima, o meglio, del cervello, in questo caso. Il punto fondamentale della ricerca è proprio questo. Secondo gli autori, l'attività dei circuiti cerebrali che regolano le emozioni è fortemente correlata alle dimensioni della pupilla. Il sistema messo a punto dagli scienziati correla le dimensioni della pupilla alla risposta emozionale data da determinate parole, consentendo di predire quali pazienti avranno maggiori probabilità di giovarsi di una psicoterapia cognitiva.

Lo studio in questione è svolto su un campione di pazienti relativamente piccolo e necessita dunque di ulteriori conferme e repliche. Gli autori tuttavia, ripongono grandi speranze in questa nuova tecnologia, la cui efficacia, se confermata, potrebbe contribuire fortemente ad aumentare i tassi di risposta clinica ai trattamenti psicoterapici ed in particolare alla psicoterapia cognitiva.

Fonte: Greg J. Siegle, Stuart R. Steinhauer, Edward S. Friedman, Wesley S. Thompson, Michael E. Thase. Remission Prognosis for Cognitive Therapy for Recurrent Depression Using the Pupil: Utility and Neural Correlates. Biological Psychiatry, 2011; 69 (8): 726 DOI: 10.1016/j.biopsych.2010.12.041