Come stanno gli italiani? Arrabbiati e depressi secondo l'ultimo studio del Censis

Nel suo ultimo studio del Censis” “La crescente sregolazione delle pulsioni” relativo ai cambiamenti della nostra società, evidenzia da una parte una crescente aggressività e rabbia e dall'altra “un forma ritiro e di estraneazione dal mondo e delle sue minacce ostili” che esorta nella depressione.

Insomma, il Censis, dipinge gli italiani come un popolo di arrabbiati e depressi.

Le varie forme di aggressività si manifestano nella vita di tutti i giorni: pensiamo a fenomeni come lo stalking, il mobbing, il bullismo, le varie forme di violenza domestica, ai crimini di difficile spiegazione che riempono le nostre cronache.

L' aggressività, nelle sue diverse manifestazioni, è sempre intorno a noi, basta seguire un qualsiasi talk-show per accorgersi come si comunica: non esiste ascolto reciproco, rispetto e attenzione ma solamente prevaricazione e denigrazione dell'altro qualsiasi tipo di avversario sia.

Il Censis punta l'obiettivo su temi forti: la debole consistenza dei legami e delle relazioni sociali, la crisi dell'autorità, il declino del desiderio, la riduzione del controllo delle pulsioni. Secondo le ricerche, si è perso il significato condiviso di riferimenti normativi che sono guida di molti comportamenti.

I dati degli ultimi 5 anni ci mostrano che minacce, ingiurie, percosse e lesioni sono in aumento. Crescono anche le forme più gravi di criminalità violenta come le violenze sessuali, ma anche le liti condominiali e le violenze domestiche.

Insomma vi è un aumento di tutte le varie forme di violenza, tali manifestazioni hanno in comune un fattore: il discontrollo degli impulsi aggressivi.

Non solo più aggressività ma sembra diminuire la funzione delle regole considerate dalla maggioranza come relative o tralasciate: oltre l'80% degli italiani ritiene che dovrebbe essere l'arbitro unico dei propri comportamenti; per oltre il 60% quando è il caso bisogna difendersi da sé anche con le cattive e per il 46% per raggiungere i propri obiettivi bisogna accettare qualche compromesso.

Questi dati sembrano evidenziare come in questi ultimi anni sia venuto a mancare il sentimento di “bene comune”, le regole non sono percepite più come “uguali per tutti” e l'individualismo e la competizione (la legge del più forte) diventano valori assoluti a discapito della cooperazione e della collettività.

Se da una parte c'è aggressività e violenza crescente, dall'altra cresce depressione e disperazione. Raddoppia il consumo di antidepressivi negli ultimi dieci anni, anche l'uso di sostanze stupefacenti e alcol sono in aumento con un incremento del 2,5% fra il 2009 e il 2010.

Il Censis descrive una società che propone modelli estetici perfetti, le operazioni di chirurgia estetica sono in aumento, 450.000 solo nel 2010, aumentano gli uomini che chiedono interventi e si abbassa la fascia di età. Oltre il 40% dei giovani ammette la trasgressione, il consumo di viagra sembra diffuso anche fra i giovani.

Insomma quello che ci descrive l'Istituto di ricerche italiano è un quadro serio e preoccupante. E' la manifestazione in primo luogo di un degrado e di un impoverimento culturale e poi di una crisi sociale, politica ed economica che ormai va avanti da molti anni.

 

Fonte: La crescente sregolazione delle pulsioni. Fenomenologia di una crisi antropologica - Un Mese di Sociale 2011/1. www.censis.it